il pieno, dotto’?

Giornata intensa: dalla sveglia (abbondantemente) prima delle galline, al ritorno tardi da lavoro con sorpresa-tromba-d’aria-che-ha-ribaltato-la-casa, rimane il tempo di un breve aneddoto.

Oggi, all’area di servizio della tangenziale di Milano, il benzinaio (per altro sconosciuto), anziché limitarsi a chiedere “Il pieno?”, ha aggiunto una domanda che, vicino ad una pompa di benzina, ha quasi del disarmante: “E tu, cosa fai nella vita?”. Non ho però lasciato scappare l’occasione e la tentazione di una piacevole conversazione dopo una giornata, appunto, intensa; la tentazione di strappare all’anonimato i cinque minuti di un pieno di GPL. Gli rispondo, ma non era difficile immaginare che la nazionalità (ad intuito, egiziana) non lo facilitasse nella lingua e che non fosse così immediato compendere il significato di “bioinformatico”. Provo a spiegarglielo con parole semplici, inserendo qualche aspetto legato al preacariao. Lui (caspita, a pensarci ora, non gli ho nemmeno chiesto il nome, e me ne rammarico) annuisce, ha capito. La dimostrazione è nella frase successiva: “Ah, uno di quei cervelli che vanno in fuga all’estero”. No, ecco, per la verità sono qui, ma questo è un altro discorso. Il display non ha ancora superato i 15 €. Arriva la domanda successiva. L’incedere è quello della chiacchierata al bar, ed il tono quello della domanda più ovvia che si possa fare a fianco ad un distributore alle otto di sera del lunedì. Il contenuto, forse, un po’ meno: “Ma, senti, spiegami una cosa che non ho capito: ma cosa sono i tumori?”.

Ho messo da parte la sorpresa, provato a rispondere al non banale quesito, ma soprattutto mi sono goduto quel piccolo momento di rottura del rituale, quel trasformare un gesto consueto come il rifornimento al distributore – spesso accompagnato da fretta, o noia, o silenzio – in un fluire di pensieri, di brevissimi e quasi infinitesimali racconti, di storie di vita che una strada metropolitana, un distributore, portano con sé. Brevissime storie, la lunghezza di un commento, la nostra chiacchierata sarà durata cinque minuti al massimo, il tempo di un pieno e poco più. Ma con leggerezza, e senza spazi per retorica o frasi usate. Non so lui, personalmente oggi conservo il piacere dell’incontro.

Mi ha salutato con un “Buonasera, dottore!”. Non ho potuto fare a meno di sorridere, per quel pizzico di assoluta normalità: “In Italia, un dotto’ dal benzinaio non si nega a nessuno”.

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