krikra, ovvero una donna imprescindibile

C’è un mondo nel quale, anche se si è ricercatori, anche se si è, per così dire, “addentro al mondo della scienza”, è difficile entrare. Difficile da conoscere e da capire, e ancor più difficile da spiegare. È il mondo dei brevetti.

Tra gli editoriali di oggi, su una delle riviste di riferimento per il mondo scientifico, mi cade l’occhio su (perdonate se riporto il titolo in inglese, mi sembra più corretto) “Generic HIV drugs will widen US treatment net“: una breve analisi di come cambieranno il mercato e la ricerca quando, nei prossimi mesi, decadranno i “diritti d’autore” sui farmaci utilizzati nella terapia dell’HIV. Per qualche minuto, mi sono perso nella rete seguendo i collegamenti proposti nell’articolo. Ho conosciuto una donna. Una donna imprescindibile.

Krisana Kraisintu ha 60 anni, giusti giusti. È una donna tailandese. Donna, innnanzitutto. In secondo luogo, ciò che l’ha resa famosa, è consulente farmaceutica. Ha rivoluzionato la prospettiva terapeutica con un impegno di vita molto semplice: consentire l’accesso universale ai farmaci “salvavita” in Africa (in particolare antimalarici ed antiretrovirali). La sua storia viaggia parallela a quella, ben più nota, di Mandela e del suo atto, per certi versi rivoluzionario, di promulgare una legge  che consentiva allo stato sudafricano di ricorrere a mezzi straordinari per procurare medicinali a basso costo per i malati di AIDS. Senza nulla togliere al buon Nelson ed alla lotta politica, il Medicines Act ebbe la sua visibilità, le sue critiche, la sua vittoria di fronte alle case farmaceutiche che volevano risolvere la questione in tribunale (e che preferirono ritirarsi piuttosto che perdere in immagine). Ma questa è altra storia. E la storia è maschilista. Una donna, pur con una scelta ugualmente rivoluzionaria, non ha avuto la stessa visibilità.

Anche se Krisana Kraisintu, nel mondo dei brevetti, ha cercato di entrarci e creare lo stesso scompiglio. Anzi, per la verità, ci sta pure riuscendo. Ha scelto di andarci direttamente contro: fondando nel suo paese un’industria farmaceutica pilota che producesse a basso costo i farmaci generici corrispettivi degli analoghi antiretrovirali ancora coperti da brevetto, rendendoli accessibili, beh, forse non si può dire a tutti, ma quasi sì, annichilendo l’elemento discriminante rappresentato dalla povertà (economica, s’intende). Nel ’98, KriKra (per me sarebbe un bellissimo soprannome, se mai qualcuno avesse deciso di chiamarla così) mise a punto una delle prime (la prima? qui la rete mi tradisce un po’. Mi piace pensare che lo fosse) combinazione di antiretrovirali generici in dose fissa, che è poi stata scelta dall’OMS come il regime di trattamento d’elezione anti HIV laddove non è possibile pagare l’accesso alle cure brevettate. Al di là dei riconoscimenti ricevuti, la storia e la sua biografia raccontano che KriKra (mi perdonerà se la chiamo così, ma è il modo in cui ho fissato nella mia mente la sua imprescindibilità) si è proposta per esportare in alcuni paesi africani la sua esperienza e mettere in piedi altre aziende farmaceutiche locali in grado di produrre i farmaci antiretrovirali generici. Se vi ho messo abbastanza curiosità, vi invito a cercare e curiosare come sia andata avanti, e come andrà avanti, la storia.

Conoscere queste piccole rivoluzioni è una boccata d’ossigeno in giornate che, per un ricercatore, sono sempre più governate dalla precarietà contrattuale, dall’impact factor e dalla quasi totale mancanza di accesso libero alle pubblicazioni. Che poi, mi avessero mai parlato mentre studiavo di come, appunto, un impact factor (“fattore d’impatto scientifico”, a volerlo proprio tradurre) avrebbe condizionato il mio lavoro futuro, forse avrei fatto più di un pensiero a continuare. E invece.

IF, l’acronimo, il dubitativo anglosassone per antonomasia, si sposa bene con la logica dell’incertezza che lega strettamente impact factor e mondo della ricerca. Che, inutile dirlo, antepone interessi economici alla valenza della ricerca stessa.

Ma è proprio ciò che rende imprescindibile KriKra.

“Hay hombres que luchan un día y son buenos,
otros luchan un año y son mejores,
hay quienes luchan muchos años y son muy buenos,
pero están los que luchan toda la vida,
y esos son los imprescindibles.”
Be. Br.

Annunci

4 thoughts on “krikra, ovvero una donna imprescindibile

  1. Pingback: tra farmaci e ricerca, eccellenze e cervelli in fuga | i discutibili

ammennicoli di commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...