come in un campeggio

La tenda. C’è chi la sceglie per economia, chi per stile di viaggio, chi perché ci dorme bene, chi perché gode dell’ebrezza di una notte, in riva al mare, davanti a luna e falò. Chi perché ama la vacanza un po’ spartana ma non troppo, chi perché ama il contatto con la natura, chi perché si addormenta rilassandosi con i suoni dei boschi o delle pinete, e chi perché tende l’orecchio ai bramiti di cervi in amore. Chi perché “la musica della pioggia, del suo tintinnìo, solo in tenda”. Chi perché in tenda ama far l’amore, e chi perché ama starci da solo a leggere Pasolini illuminato da una torcia.

La tenda. Forse, c’è qualcosa in più. Forse, nel suo piccolo, rappresenta la rottura di alcuni, forse tanti, rituali e schematismi quotidiani. Come sarebbe diversa, la nostra quotidianità, se vivessimo come in tenda, come in un campeggio.

Se vivessimo come in un campeggio, basterebbe poco per parlare, e conoscere, i nostri vicini. I bimbi giocherebbero con la terra, forse la Wii avrebbe vita dura.
Se vivessimo come in un campeggio, non ci preoccuperemmo di come andiamo in giro vestiti, o non vestiti, e nessun regolamento condominiale vieterebbe di esporre i panni sul balcone del passeggio. E nessuno maledirebbe gli odori della cucina.
Offriremmo il caffè ai vicini di casa, forse mangeremmo insieme dopo solo un giorno che ci si conosce, per conoscersi ancora un po’ di più, e forse scopriremmo tante belle persone.
Se vivessimo come in un campeggio, non chiuderemmo le case a chiave, e ci fideremmo, forse lasceremmo i nostri Smartphone, o i nostri iPad, o i nostri PC sul davanzale che dà sulla strada, senza paura che qualcuno possa rubarli.
Se vivessimo come in un campeggio, non ci faremmo problemi della macchia sui pantaloni, perché il nostro occhio sarebbe abituato a guardare in grande. O perché le macchie sarebbero troppe per essere contate, ma nessuno direbbe nulla.
Avremmo meno orari, e molti li stabilirebbe il ritmo della luce. Non ci sarebbe luce piena per ventiquattr’ore. Come in un qualunque villaggio rurale dell’Africa subsahariana ci sarebbe il giorno per le attività e la notte, buia, per il riposo.
Se vivessimo come in un campeggio, non useremmo la macchina, ma la bicicletta. Quella bicicletta la useremmo anche per andare in bottega a far la spesa, che ci richiederebbe poche manciate di minuti al giorno, e acquisteremmo prodotti freschi, e forse non ci rintaneremmo nel delirio dei centri commerciali al sabato pomeriggio. Forse, troveremmo anche il tempo di parlare, di parlarci, perché andremmo da Rita a prender la frutta e da Piero i formaggi, e di fronte a noi vedremmo persone e non “la cassiera della cassa numero 12” (chi conosce il nome di almeno una cassiera incontrata nella sua vita?).
Se vivessimo come in un campeggio, scopriremmo quanto sia preziosa l’acqua, e quanto dannoso sprecarla. Sperimenteremmo che lasciare aperto il rubinetto della tanica da 10 litri sono tempo e fatica per andarla a riempire alla fontana, microscopico e forse un po’ irrispettoso – ma credo efficace – paragone con i chilometri che le donne africane percorrono ogni giorno per recuperare la (poca) acqua dai (pochi) pozzi disponibili. Sì, forse in certi momenti, dopo ore di pioggia, potremmo avercela un po’ in antipatia, tutta quell’acqua. O forse al contrario sarebbe più facile ingegnarsi a recuperarla, e la useremmo per lavare le verdure o irrigare gli orti, e non ci sembrerebbe strano. E magari scopriremmo più facilmente che a volte il tempo ci chiede di far pausa, e sapremmo goder di più quelle che la natura ci offre.
Se vivessimo come in un campeggio, vivremmo con molti, molti, molti meno oggetti di quelli che possediamo. E ci basterebbero. La tenda è uno spazio finito, molto più limitato di una casa. Gli oggetti, sarebbero quelli necessari, forse quelli utili. Sicuramente, pochi se non nessuno superfluo. E forse condivideremmo di più.
Se vivessimo come in un campeggio, forse non ci sarebbe un IVAR dell’Ikea in ogni tenda.
Se vivessimo come in un campeggio, forse, torneremmo a fare più lavori manuali e meno intellettuali. Che è un po’ come dire che ci sarebbero meno imprenditori da scrivania, meno intellettuali di sinistra radical-chic e più operai. Meticolosi, come formiche, in una società tra le più utopisticamente socialiste della natura.

Se vivessimo come in un campeggio, forse, avremmo al capacità di rompere i rituali della quotidianità. Ma forse, della rottura dei rituali si ha paura, o si ha paura di perdere quel privilegio dell’abbondanza che rassicura. E allora, meglio smontare la tenda e tornare alle nostre sicure case Ikea: le chiavi sono nel cruscotto, pieno fatto, si arriva prima che chiuda l’Esselunga e ci si ferma a far la spesa. Pronti, partenza, si torna.

Peccato, che quel socialismo utopico vissuto nel campeggio sia solo una parentesi estiva. Peccato.

Se vivessimo come in un campeggio, forse, riscopriremmo il sognare guardando le stelle.

Annunci

4 thoughts on “come in un campeggio

  1. Pingback: pensieri precari | ammennicolidipensiero

  2. Ecco, ammetto di essere una campeggiatrice pigra che preferisce la comodità del bungalow, ma il resto, contatto con i vicini, i bambini sporchi di terra, porte aperte, tablet in veranda, panni stesi dovunque, la cassiera che chiami per nome… Ecco, il resto è proprio così. Ma io sono cresciuta e torno spesso in un paesino di 500 anime e la differenza, davvero non è così tanta 🙂

    Mi piace

    • immagino. l’abisso si percepisce più facilmente, da milano…quest’anno poi ero in un campeggio davvero, ehm, diciamo, un po’ “vintage”, ecco, in quanto a servizi. eppure, alla fine, si è confermata la stessa immutabile bellezza. se non di più, anzi…

      Mi piace

  3. Pingback: cammini agostani | ammennicolidipensiero

ammennicoli di commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...