l’essenza: nel Verbo o nel verbo?

Nel cuore dell’ospedale Policlinico di Milano vi è un piccolo luogo di culto, la ricostruzione in miniatura di una grotta mariana, ricovero spirituale per i pazienti dell’ospedale. Una piccola epigrafe sulla sinistra recita: “Tre Ave Maria recitate con devozione fanno acquistare 200 giorni di indulgenza. Arciv. Card. A. I. Schuster p., 1931.”

Aveva visto giusto, l’Alfredo Ildefonso (Schuster, appunto), arcivescovo della diocesi di Milano prima e durante il secondo conflitto mondiale: l’essenza sta nel verbo. Non nel Verbo, maiuscolo, ma nel verbo, minuscolo: “acquistare”, ad imperitura memoria del fatto che le alte gerarchie vaticane non avessero alcun dubbio sull’evangelica incompatibilità tra la divinità e Mammona. Optando inequivocabilmente, nella sostanza e nella semantica come l’epigrafe sottolinea, per Mammona. E lasciando aperto il dubbio che a più di settant’anni di distanza sia cambiato qualcosa.

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