like a badge over troubled water

Gennaio, 2012.

“Buongiorno, sono qui per il badge per i borsisti.”
“Prego, si accomodi pure. Nome?”
“L.A.”
“Ok. Guardi nella videocamera. Peeeerfetto, fermo cosìììì… ok. Un attimo solo di pazienza.”
“…”
“Una firmetta qua… Grazie.”
“Mi scusi, solo una curiosità. Come mai, anche se non abbiamo un contratto, è stato deciso che dobbiamo avere un badge? L’attività dei borsisti non dovrebbe essere concordata esclusivamente con i responsabili della ricerca? Almeno, così risulterebbe dal bando, per quanto non sia chiarissimo…”
“Guardi, la timbratura è solo ed esclusivamente per ragioni assicurative, per sapere quando il personale non strutturato è presente o meno all’interno dell’ospedale o nei laboratori di ricerca. Non c’è alcun tipo di controllo. Si figuri se ci può essere qualcuno che si smette a spulciare tutte le timbrature per sapere che orari facciano i borsisti. Per cosa, poi?”

Novembre, 2012.

“Ciao E.! Che piacere rivederti, come stai? Come sta la bimba?”
“Ciao L.! Grazie, bene! E lei cresce che è uno splendore! Sono già quasi 10 mesi!”
“Ma… come mai hai già ripreso?”
“Eh… il mio contratto era scaduto appena prima della maternità. Solo che sai che da quest’anno abbiamo ‘sta storia del badge, no? Ecco, l’unica possibilità per la prof, per non perdere i fondi per me la mia borsa, era una di farne partire una giugno di quest’anno. Solo che dagli uffici le hanno fatto casini perché attivando la borsa io non potevo stare a casa cinque mesi senza timbrare, perché ovviamente per la borsa la maternità non esiste, come ben sai… E a loro devono risultare le timbrature sennò la borsa va. E quindi, niente, dopo due mesi ho dovuto riprendere…”
“…”

La chiacchierata è andata avanti. Ma forse, oggi, poteva anche finire qui.
Mi ha fatto piacere rivederti, E. Continuiamo a ricercare. Ma continuiamo anche a indignarci. E a denunciare pubblicamente. Io, se vuoi, ci sto. E magari ci riusciamo, a regalare ai nostri figli un mondo un pochino migliore di quello che ci stiamo trovando in mano adesso.

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2 thoughts on “like a badge over troubled water

  1. Continuiamo, anche io ci sto, sono qui. Dal 2013 prenderò una borsa per “giovani ricercatori” io che non mi sento nè giovane e neanche più tanto ricercatrice, forse. Allora faranno timbrare anche me, forse. Evviva la terra dei cachi.

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    • e sai cosa mi impressiona? che nel giro di non più d’una dozzina d’anni a questa parte – che non sono poi quello che si dice un’eternità, ecco… – l’età del “giovane ricercatore” si è spostata in avanti con un balzo concettuale che è un abisso. ho iniziato nella ricerca quando venivano sostenuti come giovani gli “under30”, ora “under30” non esiste neanche lontanamente: attraverso l’under35 siamo capitombolati nell’under40 con la stessa leggerezza con cui sono svaporati gli ultimi contratti a tempo indeterminato. sic.

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