un progetto di solidarietà

(inizio di un post politicamente scorretto)

Questo è un invito.
Se in occasione di queste prossime festività voleste riversare i vostri averi, anziché in strenne a parenti amici e conoscenti, ad un progetto di solidarietà (vorrete mica perdervi la tendenza del momento?).
Se, nel caso in cui sia così, non avete ancora scelto tra tutte le varie proposte di Onlus, O.N.G. e cooperative sociali – a spaziare tra adozioni, cesti solidali eco-sostenibili, progetti di sviluppo, lotta alla fame nel mondo e altri assolutamente nobili intenti.
Oppure se aveste già scelto ma ancora non siete convinti a riversare i vostri averi nelle casse di una suddetta Onlus, O.N.G. o cooperativa sociale che nel mese di dicembre magari arriva a raccogliere percentuali bulgare del proprio fatturato annuo, che in ogni caso parla dalle sei-sette cifre di euro in su.
Ecco, nel caso si verificasse questa serie di ipotesi e nonostante tutto voleste investire in un progetto di solidarietà, non rinunciateci.
Sostenete me. Adottatemi a distanza. Dodici anni di precariato estremo nella ricerca, ogni fine mese il pallottoliere per far tornare i conti e periodi in cui si emerge a malapena per respirare. Garantisco di avere in mente un sacco di progetti bellissimi, prometto reinvestimenti in progetti educativi nel sociale corredati di resoconto trimestrale con letterina personalizzata e firma autografata.

E auguri a tutti di un sereno, serenissimo, fottutissimo natale.

(fine del post politicamente scorretto)

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20 thoughts on “un progetto di solidarietà

  1. Commento al post politicamente scorretto

    Vorrei adottarti ma anche io ho iniziato il mio fundraising per un progetto sociale.. anzi tieniti libera il 2 febbraio sera o il 3 febbraio pomeriggio… spettacolo teatrale per una buona causa… ti manderò, se vorrai, il link dove raccolgo e parlo del progetto

    ps domani sera c’è la missione marziana di Natale … se ti sei iscritta al sito dovresti sapere tutto ;o)

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    • volentieri, resto in attesa.
      ps1. sì, di domani sera avevo visto. se riesco passo dal castello all’uscita dal lavoro. nel caso sarò quello che non corre ma si affianca in bici 😉
      ps2. mi rimane questa grande curiosità (un giorno o l’altro dovrò scriverci un post), ovvero il non riuscire a capire come mai “mirtillo7578” o “ammennicolidipensiero” richiamino alla mente praticamente sempre un soggetto femminile anziché, come nella realtà, maschile. mah.

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      • davvero??? maschile??? ahahah boh non lo so… forse perchè mirtillo mi sembra nick di una ragazza mentre ammenicolo di penisero sembra una di quelle “seghe” mentali tipicamente femminili… ho preso un bell’abbaglio 😛

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      • ah! figurati, nessun problema, intanto ne approfitto per iniziare a raccogliere prospettive e punti di vista per il post. finora constato che l’universo maschile che ho incontrato nella “blogosfera” tende a considerare il mirtillo un frutto di bosco femminile. agli ammennicoli non avevo mai pensato in quest’ottica… ma anche all’origine del nome penso che prima o poi dedicherò un post!

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  2. senti ma io posso adottarti anche se ho gli stessi anni di precariato che hai tu? se insegno gratis all’università, se ho una borsa di studio che se facessi le pulizie in nero sarei più ricca, se i pazienti in studio -quei pochi che possono permettersi la terapia privatamente- non mi pagano perchè pare che sono la dottoressa ricca con la partita iva che non ha bisogno a fine mese, se un giorno a settimana lavoro a duecento chilometri da casa perché “si va dove qualcuno chiama”? No perchè io ti adotto subito però mi sa che è meglio che ci adottiamo a vicenda.

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    • adottiamoci. siamo già in tre, c’è anche Cam. ma prima o poi questo sistema collasserà, o e solo una mia vana illusione?

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  3. Anche io avrei intenzione di intraprendere la strada della ricerca… A questo punto possiamo adottarci a vicenda? Io, te ed Esercizidipensiero? Può darsi che in futuro, insieme, facciamo uno stipendio normale da non-precario. 🙂

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    • la ricerca per me è un mondo tanto affascinante quanto “bastardo”. la amo tanto quanto ne odio i meccanismi perversi e talvolta meschini. forse però non riesco a odiarla abbastanza, tant’è che ci sono dentro nonostante i dodici anni di precariato. non demordere. ti aspettiamo.

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    • Io la strada della ricerca l’ho lasciata tempo fa, era un mondo troppo altro e volevo la libertà di stare nel mondo, di parlare con i miei pazienti. Poi ero bravina, e mi danno -da esterna, perchè io la carriera accademica non l’ho mai voluta fare- qualche corso all’Università (ho un barone bello grosso che mi paga poco ma mi stima molto, ed è una donna quindi non si può dire che sono una gnocca). Adesso sono saltati fuori dei soldi, che sono stati stanziati per una ricerca e si è deciso, invece di farmi un contratto, per una borsa di studio. La ricerca medica Cam io non la farei mai, vuoi mettere quanto è meraviglioso relazionarsi ai pazienti tutti i giorni? Non so, io sono una clinica dentro, quindi faccio poco testo. Comunque testa bassa, sempre dritta all’obiettivo e vedi che ci arrivi. Ci siamo arrivati Mirtillo e io, qualche anno e vedi che ci arrivi. Poi adottiamo anche te.

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  4. vero, questo è il rovescio della medaglia: la relazione con le persone nella ricerca è limitata, quasi assente (anche se si possono creare delle belle reti, ma rispetto alla clinica rimani sempre dietro le quinte). una decina d’anni fa ero lì lì per mollare tutto, perché questo aspetto stava iniziando a prevalere. poi, forse grazie al precariato (!) ho trovato un modo diverso per vivere la relazione, e così a fianco alla ricerca sono “spuntati” qualche corso di insegnamento ed un altro lavoro, fatto di relazioni, che mi porta in mezzo alla gente delle periferie urbane, dentro alle carceri, tra gli “scappati di casa” o nel mondo dei migranti e degli esuli. e così anche la ricerca ha assunto un’altra prospettiva, e sono restato. per alcune medicine, forse, è più semplice conciliare clinica e ricerca, senza bisogno di rivolgersi ad altri mondi. in ogni caso, avvio le pratiche per l’adozione collettiva 😉

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    • Per il ventaglio di specialità che vorrei intraprendere, ci sarebbero delle bellissime strade nell’ambito della ricerca (tipo Patologia Generale, od Oncologia), però, ecco, di queste anche la clinica mi affascina parecchio – lo ammetto, sono rimasta ammaliata dai corsi che si sono tenuti questo semestre. Quindi chissà, sono ancora a metà strada in realtà, però i vostri commenti sono stati davvero un ottimo spunto per altrettante ottime riflessioni, grazie. 🙂

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      • l’onocologia è quello che conosco più da vicino, dato che è l’ambito in cui lavoro (oncoematologia, per la verità). ciò che ha di affascinante è l’ampiezza del campo, dalla ricerca alla clinica, perché in questo momento è forse la sfida più grande della medicina (parentesi: nei prossimi tempi credo che mi lancerò nella lettura di questo, che mi sa che di spunti la riguardo ne offre una cifra: http://goo.gl/aOLiU). e poi forse è l’ambito più vicino alle cure palliative, dove l’aspetto relazionale è (quasi) tutto. per contro, però, proprio per la sua centralità nella medicina, è anche il più fertile terreno di conquista – con lotte spietate – da parte delle aziende farmaceutiche… (e questa e la parte che odio di più, insieme agli impact factor e all’accesso non libero alla letteratura scientifica, ma questa sarà argomento di un prossimo post…)

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    • ma grazie! nel frattempo, strada (anzi, commenti) facendo, avrei tirato su altri due compagni di sventura :-P… in tre siamo troppi? 😉

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  5. in qualche modo potrei adottarti, non faresti un grande affare, sono uno che legge quello che gli scrivono, potrei farti pubblicare gli articoli che scrivi nella rivista on line che pubblichiamo, ma non faresti un affare: non paghiamo. Potrei dirti che per fortuna sei vivo e non è così frequente, ma probabilmente lo sai già. Potrei diseredarti perché così impari a far ricerca in un paese che non l’apprezza. Insomma posso non essere indifferente, capisco, è poco, ma è pur sempre qualcosa.

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    • Il non essere indifferente non solo non è poco, ma è la sfida più grande e quanto di più bello puoi offrire. Grazie. Per il resto, scrivo davvero per il piacere di farlo e non per guadagno: ti ringrazio davvero per l’offerta, massima disponibilità da parte mia!

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      • per quanto scrivi sul blog, più che ripubblicarlo da me non potrei fare, per quanto riguarda articoli scientifici se sono in accordo con le finalità del centro studi uomo ambiente, si potrebbe fare. Si vedrà 🙂

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ammennicoli di commento

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