AIRONI DI CARTA

Medici in prima linea, medici dell’urgenza, medici nelle zone di conflitto del pianeta; medici ricercatori, pionieri di scoperte a volte sensazionali; chirurghi e rianimatori, che salvano, a volte miracolosamente, vite umane; oncologi, che ci provano; ginecologi, che accompagnano nuove vite; medici naturopati, medici orientali, medici omeopati.
Infermieri in prima linea, infermieri dell’urgenza, infermieri nelle zone di conflitto del pianeta; tecnici di laboratorio, indispensabile manovalanza di scoperte a volte sensazionali; operatori sanitari; ostetriche, che accompagnano nuove vite.
Uomini e donne a cui la scienza, la vita umana, deve molto.

Ci sono però dei medici, e degli infermieri, che non sono in prima linea. Rimangono nelle retrovie, con un quotidiano e faticoso, delicato, ma prezioso, fondamentale, lavoro. Sono i medici e gli infermieri palliativisti, che convivono ogni giorno con una medicina che non può più trattare attivamente, in una forse laconica ammissione di sconfitta, ma che invece possono offrire – ed offrono –…

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4 thoughts on “

  1. ..sono medici e infermieri coraggiosi. Forse più coraggiosi di tutti gli altri perchè non hanno l’adrenalina che scorre nelle vene, ma la calma e la tranquillità che rendono il pensiero più lucido, il cuore più morbido, la professione altrettanto meravigliosa..
    Ci vuole coraggio a stare a Kabul.
    Ma altrettanto ce ne vuole a stare qui, vicino a chi sta facendo il cammino più difficile della sua vita.

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  2. Io sono tornata dall’Africa per restare qui, per me non aveva senso la guerra, il conflitto, queste cose qui con gli elicotteri sopra la testa. Per me gli occhi dei neri e gli occhi dei bianchi, africani o di padova, erano tutti uguali. Io a volte mi dico che non ce l’ho fatta perchè non ne avevo motivo, non lo so, mi sono sempre chiesta la differenza tra curare nei conflitti e curare al Sanraffaele, tra lottare tra le pallottole o tra le carte. A me pareva che fossero cose simili, che sempre di dignità e umanità si trattasse. Ma forse no, ma forse sbaglio. E infatti sono qui e non lì. Ecco, mi sono persa con i pensieri.

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    • su dignità e umanità per me non c’è differenza. forse sono più intransigente, ma su questo per me non si discute. il dubbio ce l’ho invece sul modo in cui vengano considerati invece gli operatori, per cui maggiore visibilità va a ciò che ha maggiore spendibilità mediatica.
      (sul perchè siamo qui e non lì, ecco, qua non ti so proprio rispondere…)

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