il lato rivoluzionario dalla cultura e dell’immaginazione

Libri.

La polizia carica, usa lacrimogeni come patatine, spara ad altezza uomo – nella migliore delle ipotesi con getti di acqua gelata – e loro, loro come rispondono? Con dei libri. Costruiscono una piccola biblioteca pubblica in mezzo al Gezy. “Mamma li turchi”, così avrei voluto intitolare inizialmente questo post. Sto iniziando ad invidiarli, o quantomeno sto inziando ad invidiare la dignità e la creatività della collettività che in questi giorni si sta opponendo al governo turco, di una collettività che antepone alle logiche di potere il diritto all’informazione – ed alla libertà in questa – ed alla cultura. Insomma, potrà anche essere che la causa della “rivolta” di questi giorni sia solo la famosa goccia destabilizzante nel vaso stracolmo, e che quella tensione superficiale sia in realtà lo specchio di anni di incomunicabilità o sopportazione ma, solo per l’ostinata opposizione al disboscamento di un parco pensato per consentire la conseguente costruzione di un centro commerciale, ecco, questi uomini e queste donne meritano tutto l’appoggio ed il sostegno possibili.

Dei libri, collettivamente disponibili in un luogo rivendicato come pubblico ed in questo inviolabile. Non è scontato il messaggio, ed è ben più profondo del semplice fatto di cronaca. Non è scontato soprattutto per chi quella creatività, quell’immaginazione, la considera ancora a fatica; ho premura di sottolineare che la mia non è solo mera polemica nei confronti di chi non ha ancora superato il complesso edipico nei confronti della modalità delle manifestazioni di piazza degli anni sessanta e settanta (non lo nascondo); no, è qualcosa di più. Vorrei vivere in un contesto che riconosca che quell’immaginazione, quella creatività, quel bisogno di (e quel diritto alla) cultura non possono che accrescere il benessere collettivo – e quello individuale di conseguenza, che riconosca che qualsiasi forma d’arte non rappresenti un “costo” ma un “ricavo” sociale.
Piccola divagazione sul tema. Se dovessi dire quale sia, in relazione all’attuale amministrazione comunale milanese, il più bel cambiamento che ho avvertito nella quotidianità di questa città di cui ogni giorno attraverso le strade in sella alla fedele due ruote, non mi verrebbe in mente di parlare di questioni economiche, di bilanci in pareggio, di servizi comunali al cittadino né tantomeno di piste ciclabili – argomenti che pur ho a cuore. No, parlerei di arte, e di cultura; parlerei dei teatri che sopravvivono nonostante tutto, parlerei di Macao; parlerei del fatto che, in un contesto disposto ad accoglierli, siano tornati gli artisti di strada ad accompagnare il risveglio delle vie del centro al mattino, parlerei di quello vestito da Charlie Chaplin o della flautista che questa mattina hanno fatto sorridere, o emozionare, anche solo per pochi secondi, chi passava loro a fianco. So che il paragone potrebbe sembrare un po’ forzato, ma la sostanza non è così dissimile. Maturare in sè il desiderio e la capacità di essere cultura, di fare cultura, abituarsi a pensare fuori dagli schemi grazie a quella creatività, a quell’immaginazione. Colmare la distanza tra la dignità – e la libertà – che tutto ciò può regalare e l’eterno immobilismo di chi si accontenta.

E mai, mai, mai stancarsi di sognare.

biblio.gezy.park

“Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza.” 

Annunci

34 thoughts on “il lato rivoluzionario dalla cultura e dell’immaginazione

  1. Non ci arriveremo mai fratello. Mai. Ricordo che la prima volta in Turchia ho pensato “cavolo ma noi siamo abituati a pensarli come barbari, come quelli che fumano e che bestemmiano, ma questi sono più civili di noi, infinitamente più civili di noi”. Ecco. (prima per un pelo non mi faccio investire da un coglione di automobilista solo perché svoltavo a sinistra e a lui non gli comodava, e questo solo apparentemente è fuori tema).

    Mi piace

    • eh però, dai, proviamoci. anche questo ce lo dobbiamo, non desistere e non smettere di crederci.
      (no, no, altro che fuori tema. fa pari con me ieri che mi sono messo a discutere con una tizia che sosteneva che in via dante a milano non dovevano circolare le bici perché non è una pista ciclabile.)

      Mi piace

  2. Datemi un libro e scoprirò il Mondo… parole sagge quelle sulla cultura: senza di essa non si sopravvive un secolo.
    L’Italia era stata un grande centro culturale mondiale… poi i secoli bui hanno trasformato l’Italia in un mondo la cui ombra è presente ancora oggi… bisognerebbe tornare alle origini.

    Mi piace

    • guarda, l’altro giorno scrivevo ironicamente un tuit: “ho come l’idea che tra poco verranno abolite tutte le piazze di 6 lettere che inizano con “ta”. #taksim #tahrir #occupygezi”. altrettanto ironicamente, mi verrebbe da pensare che in italia non corriamo il rischio, più che intitolare piazze a garibaldi non siamo stati capaci. 😛

      Mi piace

  3. Ti scrivo da una città in cui negli ultimi cinque anni è stato chiuso il festival della fotografia, abolita la Notte Bianca, ridotto all’ombra di se stesso l’unico festival del Cinema che sembrasse minimamente in grado di competere con i suoi fratelli maggiori italiani, sono stati bloccati gli sconti sui mezzi pubblici per gli studenti, e in cui durante festival musicali estivi si legge sui giornali di risse “per divergenze politiche”.
    Spero di poter scrivere anche io tra qualche mese un post in cui parlo dell’importanza della cultura per Roma. Se non dovessi farcela…parlavi di Milano, vero? C’è ancora posto lì? 🙂

    Mi piace

    • lo so, amici romani mi raccontano di questo e di molto altro. dai, che da domenica, non voglio dirlo troppo ad alta voce, secondo me una prospettiva migliore, appena appena forse ma un filino migliore sì, davanti a voi ce l’avete. io faccio il tifo.

      Mi piace

      • Eh, hai detto bene, “appena appena”. Io l’uomo della prospettiva migliore lo chiamo amichevolmente “il muppet”. Ma tra un muppet e quello che c’è adesso…beh, c’è un oceano. Incrocia le dita, io sto pensando di dotarmi anche di un prontuario per il voodoo, non sia mai che serva.

        Mi piace

  4. Trovo assurdo che in un paese come il nostro patria di tanti Grandi uomini, letterati filosofi artisti…non abbia un briciolo di dignità…allora mi dico va bene sognare, va bene leggere e conoscere ma a che serve?
    Il fine è la cultura fine a se stessa? Un passatempo?
    Ha una sua utilità, non v’è dubbio…ma poi….dico….

    Mi piace

    • per le me cose sono davvero strettamente legate.
      non c’è dignità nelle scelte se non c’è consapevolezza, non c’è consapevolezza se non ci sono formazione, istruzione, cultura, sensibilità.
      la creatività e l’immaginazione vengono di conseguenza. non so, ma ho come l’impressione che ora che avremmo la possibilità di conoscere molto di più attraverso al rivoluzione culturale che il mondo ha vissuto con la rete, e trasformare quella conoscenza in scelte, scelte pensate e di uomini pensanti – non burattini che si incantano di fronte al grandefratello in tv, e lo cercano, non è vero che lo subiscono passivamente! – e se poi questo si riesce a fare con l’immaginazione, ecco, forse quello è il plus valore che la cultura offre.

      Mi piace

  5. Le mie erano domande che, più che altro ponevo a me stessa.
    Questo paese ha perso il senso della morale acquisendo il senso dell’autodistruzione in ogni campo della vita sociale.

    Non c’è sanità.
    Non c’è giustizia.
    Non c’è sostegno ai disabili.
    Non c’è scuola, pubblica e soprattutto, non c’è ricerca.
    Tutto è fermo.

    Se è vero che la cultura (come credo anche lo sia) è “importante” si dovrebbe come minimo iniziare ad eleggere persone un tantino diverse dai burattini che abbiamo.

    Non posso pensare che la stragrande maggioranza dei votanti siano reduci di trasmissioni orribili…
    Penso invece che il paese italia non ha mai avuto il coraggio di ribaltare governi fantocchi.

    La cultura senza cuore, senza un minimo di coraggio data dalla dignità …poco conta.

    Mi piace

    • per me invece hai fatto bene a porle a tutti come commento, e ti ringrazio.
      sottoscrivo tutto (la ricerca in prima persona!…), e su questo non so darti una risposta.
      aggiungo però che il mio specchio sono i viaggi in treno, faccio due conti e non mi stupisco, quando penso che i votanti sono le persone sedute a fianco a te che, per farti un esempio fresco fresco appena vissuto, dopo aver demolito e insultato i ciclisti urbani per quaranta minuti hanno cambiato argomento dicendo: “beh, stasera c’è colorado, lo guardi vero?” “sì, è bella come trasmissione”. io non ho la televisione da anni, e di questo nome e della profondità culturale che porta con sé ho conoscenza solo in relazione ai processi che vedono inquisito l’ex-ex-presdelcons. io lo so che quando faccio così divento fazioso e rischio di cadere nel più becero qualunquismo da parte opposta, ma non riesco a non pensare che abbiamo la classe politica specchio di ciò che siamo, né più né meno specchio del popolo che la sostiene: privo (o, nella migliore delle ipotesi, privato) di cultura.

      Mi piace

      • Ecco, conveniamo.
        Anche io non guardo la televisione da anni.
        Ora però ho da affrontare un altro problema: evitare di leggere tutto ciò che a livello “giornalistico” si scrive.
        Diffido delle notizie che ritengo veramente scadenti, faziose, dannose, di parte, alcune sono decisamente false, altre – importanti – appena accennate.
        E’ uno stato assente, di presente solo la polizia.

        E’ brutto sai, vivere senza poter costruire…molto, molto brutto.
        Speriamo bene…ma c’è da lavorare. Lavorare sodo.

        buona serata
        scusa il tedio

        .marta

        Mi piace

      • ma scherzi, quale tedio?!?
        non ho un ricetta per quello che dici, ma la consapevolezza che delle strategie esistano sì – e provare ad utilizzarle.
        di fronte ad una notizia, possibilmente verificare e non dare per scontato che una sola voce sia quella della verità, leggere criticamente. cercare altri canali di informazione oltre a quelli che ormai sono diventati organi di potere. non allinearsi solamente perché è il pensiero comune. andare quanto più possibile alle fonti, alla realtà di fatti (un esempio al volo: ho appena ricevuto la notifica di un post con questo contenuto
        http://www.youtube.com/watch?v=d9EHZl1JX-0 ecco, parla già da solo…).
        e soprattutto, quando non si è certi, saper sospendere il giudizio, saper stare in silenzio: anche questo credo sia dignità.
        sto completando un piccolo progetto editoriale che parla proprio di questo. se hai piacere, quando sarà pronto te lo invierò volentieri.

        Mi piace

      • Leggo ora questo tuo commento..
        Il video non mi sorprende, mi disgusta ancora una volta…ma ti ringrazio davvero tantissimo perchè, almeno, è’ un ulteriore prova: Scrivo meglio io! So parlare meglio io! So leggere ed usare termi appriopriati, io!
        Risultato: promossa!

        Scherzo ma c’è poco da ridere 😦

        Seguo questo blog http://www.ristretti.it da diverso tempo e penso che il problema carceri andrebbe affrontato con serietà non con due parole “erogate” in tutta fretta da una tal persona. Giusto per restare sul tema del video..

        Lo leggerò con vero interesse, grazie!

        Mi piace

      • mai messo in dubbio! in questa comunità di “scappati di casa” di blogger quello che non manca è proprio quello. ma ad ognuno il suo mestiere: noi facciamo i blogger, loro governano… 😦
        grazie per la segnalazione del sito, lo vado a curiosare. ho lavorato per diverso tempo nelle carceri e con detenuti. credo fermamente che chiunque, in questo paese ma non solo, dovrebbe entrare in un carcere per almeno un giorno. capirebbe molte cose.

        Mi piace

  6. Li invidio anch’io, tantissimo, questi giovani turchi che abbracciano gli alberi di un parco e si baciano lungo le strade perché è proibito.
    Non so se possa accadere anche qui, il senso della cultura certe volte manca anche nelle università e nelle scuole.

    Mi piace

  7. Pingback: quella luna solo uno sputo | I discutibili

  8. non so se tu hai visto “così parlo bellavista”. se sì, sai a che mi riferisco se dico che tu sei il prototipo dell’ “uomo d’amore nato al nord” (hai fatto bene a linkare ‘sto post: dev’essere letto)

    Mi piace

ammennicoli di commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...