la sentenza

Per chi volesse sapere come sia andata a finire la vicenda di brcauno e brcadue, che raccontai in tempi non sospetti in tutto quello sproloquio di post che trovate qui, è sufficiente curiosare online tra le maggiori testate giornalistiche, se non addirittura cercare tra le prime pagine dei quotidiani cartacei di oggi. Ho il forte sospetto che la ragione che ha separato questa notizia dall’essere un banale trafiletto di una generica pagina 25, regalando invece richiami in prima con intere pagine dedicate all’interno, vada ricercata nella mastectomia preventiva di una celeberrima attrice ollivudiana (perdonate il piccolo inciso off-topic: ma quanto è bello scrivere in spelling alcune parole come “hollywoodiana”?); ma tant’è: preferisco rimanere nel dubbio o pensare che semplicemente abbia avuto lo spazio mediatico che merita.

Ad ogni buon conto, come potrete leggere nei vari resoconti, la corte suprema degli Stati Uniti ha sentenziato che il DNA umano non è brevettabile, in quanto prodotto della natura. Sono invece brevettabili le sequenze sinteticamente prodotte in laboratorio. Una breve riflessione: la sentenza poteva anche essere parzialmente attesa, ma era tutt’altro che scontata. Certo, per come è uscita probabilmente ha l’aspetto del salvataggio caprino degli interessi economici insieme ai cavolfiori dell’etica, grazie a quella postilla sulle sequenze di laboratorio: la seconda parte della sentenza però non mi stupisce più di tanto, dato che sarebbe stato pericoloso, probabilmente, creare un precedente così importante e dell’ambiguità così marcata rispetto ad esempio agli organismi geneticamente modificati. Il limite della seconda parte della sentenza è che – azzarderei a dire per oggettiva difficoltà nella quantificazione – non parla dell’entità della differenza tra sequenza umana e sequenze di sintesi.
Un po’ mi preoccupa che il valore delle azioni della famosa azienda sia lievitato subito dopo il pronunciamento, ma voglio essere ottimista e pensare che tra un economista ed un ricercatore ci sia pur sempre una certa differenza, non solo etica, e non è detto che abbia ragione il primo. Per quanto mi riguarda, oggi, mi cullo la contentezza per una sentenza che perfetta non sarà – e che forse ha tenuto conto di una pura questione formale più che di aspetti etici – ma offre quantomeno una prospettiva diversa rispetto a prima: l’interesse economico non è al centro.

Pedalare a fianco alle diecimiladuecentocinquantasette striscette della sequenza di brcadue ora, forse, avrà un sapore di maggiore libertà.

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27 thoughts on “la sentenza

  1. uffa quindi oltre che gnocca la jolie ora ha anche un merito del genere? non le bastava brad pitt?
    vabbè, dai, l’importante è che sia andata bene.

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  2. qualche internazionale fa c’era un articolone sulla mastectomia preventiva e sulla diagnosi precoce del tumore al seno. Io che son cruda ci ho capito fino a lì ma mi pare si stiano dicendo cose importanti.

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    • guarda, quell’articolo in realtà non mi ha convinto fino in fondo. non tutto, per lo meno, soprattutto per la parzialità di informazioni che dava rispetto allo screening diagnostico mediante mammografia, e la mia impressione è che su alcune cose rischiasse di fuorviare. se non ricordo male ad esempio trascurava proprio tutto l’aspetto legato alle mutazioni geniche. non mi addentro però nei tecnicismi perché non ha senso e soprattutto vorrei prima verificare alcuni dubbi, il tumore al seno non è il mio ambito di lavoro né argomento d’elezione, quindi non vorrei dare informazioni scorrette.

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  3. Sapevo che brca 1 e 2 fossero le cause genetiche anche del carcinoma dell’ovaio – la Jolie ollivudiana, nel caso sbagliassi, ringrazia (concordo, bello scrivere ollivudiana).
    Non era comunque una risoluzione prevedibile, visti anche i grandi interessi economici – e infatti la seconda parte della sentenza un po’ lo dimostra. Ma meglio così, va bene uguale.

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  4. Ebbè si, grazie! perchè un pò di scienza…e anche questa è scciiienZa come direbbe crozza alla zichichi…ci vuole. E ne convengo che la sentenza è buonissima.
    L’unica cosa che avevo trovato allarmante del caso Jolie è che a quanto ne so i test del dna costano un botto e non te li fanno in ospedale a meno di storie allucinanti di pregressi e familiarità ma non come forma di prevenzione estesa.
    Allora mi dico, tutte quelle donne che non si possono pagare le diagnosi preventive precoci?
    Sarà che ho perso due amiche giovanissime perchè “non era nulla di che, basta tenerli sotto controllo” e poi…insomma vince sempre chi ha i soldi!
    c’ho un pò il dente avvelenato insomma.
    Però riguardo alla sentenza evviva!!! ora …al lavoro! 😀

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    • ah! mi hai ricordato il “noi facciamo scienza, non fantascienza” che infestava le televisioni negli anni ottanta 😀 (e di cui ora riportiamo le ferite, per altro…)
      ecco, la sentenza dovrebbe proprio aiutare in questa direzione: teoricamente (alla prova dei fatti sarà da verificare) il costo dei test dovrebbe drasticamente abbassarsi, al punto che potrebbe diventare prevenzione routinaria a cifre accessibilissime.
      (detto questo, piccola parentesi, il capitolo della scelta della chirurgia preventiva è molto delicato e non l’ho volutamente aperto in questo post: forse ineccepibile a livello individuale, ho qualche riserva nel momento in cui il ragionamento si trasferisce a livello collettivo. ma non è discorso facile, non è facile per niente…)

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      • No certo, capisco che il discorso sulla mastectomia preventiva sarebbe spionoso. Però sarebbe importante che il test del dna entri a far parte, vista la sua attendibilità, delle possibili azioni preventive di un tumore così frequente.
        E dicci dicci, uomo di scienza a cui piace la fanta :), il dna presagisce anche la possibile insorgenza di altri tipi di malattie?

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      • la fantascienza sì, ma la fanta no davvero 😀 dolciastra, gasatissima e sa di colorante anche solo dall’odore!!!
        eh già, il DNA che ci portiamo dentro racconta tante cose, e spesso non solo presagisce, o predispone, ma determina proprio… (se ti incuriosisce l’argomento, ti consiglio un libro molto bello, non facilissimo ma comunque scritto con taglio divulgativo: “il gene egoista” di richard dawkins. merita, ed è davvero un’interessante prospettiva sul senso della nostra genetica)

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  5. grazie per il consiglio! non correrò tra 5 min in libreria per portarlo sotto il fatidico ombrellone ma di sicuro mi incuriosisce assai per le prossime letture invernali!
    PS: (non è che poi mi viene voglia di farmi fare mille e una analisi che poi il mio medico mi farà dare il tuo nome sotto un’esigua tortura e te lo ritrovi sotto casa?) :E

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    • direi di no, tranquilla! anzi, secondo me potrebbe sortire l’effetto esattamente opposto, cioè quello di diventare una strenua sostenitrice di un sano fatalismo e del diritto all’imperscrutabilità del nostro codice genetico! 😛 (scherzo, ovviamente… la conoscenza e la possibilità di contrastare molte malattie è passata anche dalla conoscenza più approfondita dei nostri geni, è vero)

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  6. Pingback: pirateria – ovvero: la proprietà intellettuale è un furto – ammennicolidipensiero | I discutibili

ammennicoli di commento

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