niente di nuovo

Breve post di servizio sul metodo Stamina pubblicato nella rubrica neuronalia de I discutibili.
Per chi si fosse perso la notizia di cronaca (non impossibile, dato che non mi pare le sia stata data così grande rilevanza sui media), ieri il comitato scientifico incaricato ha espresso all’unanimità parere contrario alla sperimentazione del metodo Stamina secondo il protocollo consegnato da Vannoni e Andolina. Il Ministero oggi ha preso atto e confermato la decisione del comitato scientifico.

La motivazione è abbastanza lineare: «non ha consistenza scientifica».
Vannoni ha prontamente rilanciato la teoria del complotto («Non mi aspettavo niente di diverso dal Comitato scientifico. Credo che non sia comunque un comitato imparziale, visto che il 70% dei suoi membri si era espresso contro il metodo Stamina prima ancora di essere nominato all’interno del comitato.») minacciando ricorso al Tar (che possa o meno farlo, lascio a redpoz la risposta, dato che a quanto ne so non credo esista fondamento giuridico per ricorrere al Tar, dinanzi al quale si contestano atti amministrativi – e non saprei dire se una decisione di questo tipo si possa configurare come tale).
Come già detto in passato, continuo a trovare insensata la posizione scientifica di Vannoni, che ostenta nell’intervista la cura efficace a Brescia di 40 persone “senza effetti collaterali e con risultati evidenti che mostreremo”. In barba a qualunque prassi, ed in barba a qualunque principio di precauzione di fronte ad una metodologia che, per quanto promettente, non è garantita immune da rischi.
Allo stato attuale delle conoscenze, non è scientificamente possibile (e tantomeno eticamente corretto, dal mio punto di vista)  sostenere che il trattamento con cellule staminali embrionali sia garanzia di cura, né che sia privo di rischi – a meno, giusto a titolo di esempio, di screditare aprioristicamente tutte le ipotesi e i dati sulla possibile derivazione staminale anche di cellule tumorali, o di considerare altrettanto aprioristicamente che l’influenza di qualunque fattore prodotto dalla cellula staminale abbia effetti postivi nell’organismo ospite.

Nello stesso giorno, Nature pubblica un lavoro di un gruppo di ricerca dell’Oregon in cui si dimostra la possibilità di eliminare la presenza di virus SIV (l’analogo dell’HIV umano, il virus che causa l’AIDS, ma nelle scimmie) in circa il 50% degli animali trattati, grazie alla modificazione genica di un virus molto comune nell’uomo (il citomegalovirus). Tanto per dire.

Aspettando il giorno in cui in questo paese smetteremo di fare gli struzzi.

struzzo

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14 thoughts on “niente di nuovo

  1. ammetto che non ho seguito tanto questa questione quindi ho più curiosità aperte che affermazioni da fare.
    visto che tu sei più “addentro” ti chiedo se la disperazione di chi non ha trovato beneficio in cure alternative non sia una ragione sufficiente per cui ci si affidi, quale ultima spiaggia, anche a terapie non scientificamente attestate. E poi se, come mi è capitato di leggere di qualche famiglia che ha trovato riscontro in questo tipo di cura, comunque non si possa dare una chance di provare.
    Premesso che anche io – a naso, perchè ripeto, non sono documentata a sufficienza – non ho “simpatia” per i casi di exploit miracolosi, soprattutto in medicina, mi domando a) come possano agire indisturbati in strutture pubbliche (un tale abuso altro che storie, richiederebbe il penale!!) b) perchè non passare per strumenti più tradizionali di ricerca e prassi di monitoraggio di un farmaco come è giusto che sia?
    (glab…mi segui? allora sei bravo!) 🙂

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    • certo! per me non solo la disperazione è una ragione sufficiente, personalmente vorrei incoraggiare anche qualunque direzione alternativa alla medicina tradizionale, se questo consente un miglioramento della qualità della vita (nella qual cosa includo anche, non secondario, l’aspetto emotivo). penso ad esempio a modalità terapeutiche altrettanto controverse, come il veleno degli scorpioni centroamericani nel caso dei tumori.
      la disperazione, a mio modo di vedere, non giustifica una sperimentazione e la richiesta di finanziamento per una cifra così ingente senza che ci siano delle premesse scientifiche.
      (sull’agire nella struttura pubblica: in questo caso non mi sento di prendere una posizione netta senza aprire anche il discorso sui farmaci off-label, ma è troppo lungo per un commento. se riesco dedico un post)

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