di improbabili statistiche e marjuane dimenticate

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Ieri, da un quotidiano online di informazione sanitaria,  ho appreso che recentemente la multinazionale statunitense della comunicazione Bloomberg avrebbe stilato una classifica di efficienza dei sistemi sanitari (che potete trovare qui), classifica nella quale l’Italia risulterebbe al sesto posto. Accolgo la notizia con fervore e sull’immediato penso: “vedi, ne parlavo già qualche tempo fa, nel post sullo shutdown, abbiamo in mano un sistema sanitario prezioso, non dilapidiamolo”. Poi, però, leggendo più attentamente mi fermo a riflettere sulla modalità con cui il dato è stato costruito. Pur condividendo pienamente il commento dell’Huffington post, ovvero che “il fattore unificante sembra essere uno stretto controllo del governo su un sistema universale (che può assumere varie forme), un fatto evidente nei sistemi sanitari più efficienti al mondo“, trovo grosse pecche nell’analisi di Bloomberg. Gli statistici dell’agenzia avrebbero proceduto classificando 48 paesi in base ad aspettativa di vita (che incide per il 60 %), costo della sanità in percentuale sul PIL (30 %) e il costo pro capite assoluto per l’assistenza sanitaria (che incide per il 10 % e include servizi di prevenzione e cura, emergenze, pianificazione familiare dove applicabile).

Ecco, caro Bloomberg, di fronte a tale interpretazione dei dati sono quantomeno perplesso.
Primo interrogativo: mi sembra eccessivo assegnare tutta questa rilevanza all’aspettativa di vita che, a mio modo di vedere, prima che dall’efficienza sanitaria (ovvero dalle cure) dipende da altri fattori (legati alla prevenzione e al modus vivendi: alimentazione e condizioni igienico-sanitarie in primis). Certo, oggi in Italia si muore più probabilmente di malattie cronico-degenerative che di eventi traumatici o malattie acute, rispetto ad anni fa, e molto di questo indubbiamente va riconosciuto al SSN, ma determinare se venga prima l’uovo della prevenzione o la gallina dell’efficienza delle cure non penso possa essere delegato ad un unico numero, quello corrispondente all’aspettativa di vita (per altro pesato in tale modo).
Secondo interrogativo: da dove avrebbe evinto, Bloomberg, il dato che in Italia la spesa sanitaria rappresenterebbe più del 10% del PIL (Il 10,4% per l’esattezza) se la nostra Ragioneria Generale di Stato certifica che sia del 7.1% e, non solo, dai proiettivi di spesa per il lungo periodo disponibili nello stesso documento pure in calo, con prospettiva di uno scenario catastrofico di peggior paese in fatto di investimenti sanitari nella UE?
Terzo interrogativo: i numeri parlano di quantità, ed è vero che monetizzare i tempi non è facile, ma per parlare di efficienza non sarebbe più corretto valutare anche i tempi di attesa per le prestazioni? O ad esempio i tempi di attesa per avere farmaci come il Bedrocan in farmacia? (inciso: è solo perché si tratta di cannabis e da puritani quali siamo non riusciamo a concepirne l’uso terapeutico che ci può volere mesi per ricevere un farmaco? perché di farmaco si tratta, signori, e gli inglesi si pongono molti meno problemi di noi con il termine unico drug, vi ricordo). Sui tempi di attesa, non conosco la situazione degli altri paesi, in rete non mi è sembrato facile trovare documentazione al riguardo, ma certo “efficienza” non è propriamente il termine a cui penso di primo acchito parlando dell’Italia (le responsabilità di questo esulano l’argomento centrale del post).
Spero sinceramente di sbagliarmi in queste mie osservazioni ma, mio buon Bloomberg, da puntiglioso quale pretenderei quantomeno delle risposte esaurienti (a domande che ovviamente andranno, ahimè, perse nell’etere).
Cordialmente, il Vs eternamente polemico adp.

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8 thoughts on “di improbabili statistiche e marjuane dimenticate

  1. Oh, quanto è vero! Leggere e riflettere sui risultati dell’indagine dopo aver osservato attentamente i parametri considerati è d’obbligo. Ahimè le notizie che leggiamo raramente offrono simili riflessioni proponendo, spesso, una realtà sfasata.

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  2. sarà ma la mia percezione personale ci farebbe scendere ben sotto la 10 posizione! pensa come stanno gli altri!
    cmq grazie ammen x prenderti la bega di chiarirci certe cose che diversamente leggeremmo in modo superficiale.

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ammennicoli di commento

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