un celerino è per sempre

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Allora, capiamoci.

A tutti coloro, giornalisti e non, che osannano il gesto di togliersi la tenuta antisommossa da parte di alcune forze dell’ordine di fronte alla folla di dimostranti, forze dell’ordine apparentemente toccate nell’animo profondo dalle grida di “voi siete come noi“; a tutti coloro che per l’ennesima volta decontestualizzano il brano su Valle Giulia di Pasolini e la sua riflessione sull’estrazione sociale dei carabinieri; a tutti coloro, leader carismatici e non, che nel proprio blog strumentalizzano tale gesto per l’ennesima propaganda movimentista antigovernativa.

A tutti costoro, ecco, vorrei ricordare che le medesime istanze sociali e di fronte alle tenute antisommossa, i medesimi “voi siete come noi“, i medesimi “manifestanti non violenti” – ed aggiungerei probabilmente anche le medesime forze dell’ordine – senza troppa fatica nel cercarli si sarebbero potuti trovare in innumerevoli altre situazioni (e non farete fatica ad immaginare che vi potrei raccontare svariati recenti episodi dal G8 di Genova, nel duemilauno, alla Val di Susa dieci anni dopo) che, vorrei ricordare, si sono concluse in ben altro modo.
Se proprio delle ragioni vanno trovate – e possibilmente non strumentalizzate – in quel gesto, andate a cercarle non nell’improbabile redenzione di uno stato di polizia, ma negli interessi della controparte.
Per cortesia, un minimo di onestà intellettuale.

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47 thoughts on “un celerino è per sempre

  1. A chi stai chiedendo onestà intellettuale?
    Dove sta ragione e dove il torto? Non sono contro la protesta dei Forconi ma quando questi obbligano altri commercianti a chiudere i negozi perchè non devono stare aperti (Bari) o chiedono agli autisti di scendere dalle loro macchine e al rifiuto quasi aggrediscono autista e macchina (P.Loreto Milano) non si supera, come da altre parti il limite? Esiste ancora qualcosa di “veramente” pacifico in una manifestazione oppure una “legalità” nel difendere una istituzione?

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  2. Sono stra-d’accordo con te, Ammennicoli.
    Non se ne può più di sentire commenti e servizi su ‘sti cavolo di caschi tolti durante la manifestazione!
    Io ho dei ricordi ben diversi delle manifestazioni a cui ho preso parte, anche di recente. Pacifica o no, nessun poliziotto si è mai levato la tenuta (tranne quelli ben mimetizzati tra la folla).
    Onestà intellettuale è difficile ottenerla quando organizzatori e polizia sono sulla stessa linea…chiamarli “interessi” è poca cosa…è l’ideologia di base che dovrebbe essere estirpata…e i media non contribuiscono affatto a dare alla gente il quadro reale della situazione, a spiegare come nasce il “movimento” e quanto faccia leva sulla disperazione dei nostri giorni.

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  3. Senza entrare troppo in temi socio-politici, che preferisco trattare e condividere a voce, mi piacerebbe considerare quel gesto come un’idea spontanea dei singoli poliziotti, magari improvvisata e non ragionata. Il dubbio, molto forte, è che non sia così, anche perché continuo a chiedermi perché ci sono sempre le telecamere quando accade qualcosa che tocca le coscienze.

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    • vorrei credere anch’io alla buona fede, ma non riesco. chiamala disillusione, chiamala faziosità, chiamalo “fantasma della competizione del passato” (come direbbero gli antropologi), chiamale pure anche sterili insinuazioni ma i miei sono molto, molto più che semplici dubbi.

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  4. Condivido….e mi chiedo come mai i loro colleghi non si son tolti le “tenute” in altre occasioni tipo le proteste continue in Val di Susa…ad esempio.
    Mi fa strano
    e molto tutto questo…
    non mi presto più a strumentalizzazioni di questo e altro tipo….

    L’innominabile deve andare in galera. Punto.
    Che ci sta a fare ancora libero?

    va be’ forse vado oltre…
    o forse no

    comunque
    buona giornata
    .marta

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  5. La risposta a queste domande a proposito delle manifestazioni di questi giorni e alle inattese reazioni di parte della Polizia ce l’ho seduta davanti sul treno Roma- Genova .
    5 ragazzi , alcuni toscani altri più del nord , sono senza biglietto . Facce da destra di una volta ma con qualcosa di nuovo , di diverso , più organizzato , meno velleitario .
    Passa la Polfer , si parlano , io stavo dormendo e mi perdo dei brani .
    Sono tutti senza biglietti . Fine del discorso la polizia fa a tutti un pizzino con su scritto qualcosa e raccomanda loro di conservarlo .
    Si salutano con calore cameratesco .

    Dopo un po’ passa il controllore .
    Biglietti ? Noi non li abbiamo , siamo manifestanti !

    Ecco qua .
    Semplice no ?!?

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  6. Chissà quanti ragazzi ci sono nelle file dalla polizia che invece ti/vi/ci stupirebbero per quanto sono affini e per quanto svolgono bene il loro lavoro. Purtroppo fa più rumore una manganellata in testa che cento pacche sulla schiena..

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    • questo non lo metto in dubbio: fortunatamente, ne conosco. le esperienze però segnano, e non riesco a fare a meno di un’opinione, forse radicale, ma non credo così distante dal reale, specialmente in certi contesti. ti ringrazio in ogni caso della riflessione.

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  7. Insomma ‘ste carogne manco du’ manganellate eh.
    Un’altra cosa, per continuare a rendermi simpatico: i discorsi sulla contestualizzazione di quello che scrisse Pasolini somigliano molto a quelli dei preti sull’interpretazione dei passi del vangelo.
    Capita che le cose siano quello che sembrano.

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  8. oltre al fatto che quel gesto, a me personalmente, sconcerta. nel senso, l’immedesimazione ha il rischio di creare derive pericolose,così come l’antagonismo (indotto o autofomentato) ha generato violenza disumana.
    nè vedo umanità in quel gesto ma solo la corruttibilità e la subordinazione.

    personalmente quello che mi preoccupa è la schizofrenia che traspare se compariamo emblematici episodi.
    come se il mondo dei manifestanti (a prescindere dalle sensibilità e dalla vicinanza di ciascuno alle ragioni del manifestare) fosse o il bene – e quindi leviamoci le corazze – o il male – e quindi mostriamo il bastone – sulla base di perniciosi ideali di appartenenza.
    mi piacerebbe essere certa che ci sia invece un equilibrato senso del servizio reso, che è quello, e solo, di protezione neutra e indistinta – tanto di un tifoso di un passante di un ragazzo ubriaco di un forcone di un no tav e di chiunque -; non la scelta arbitraria di chi offendere e chi no.

    più o meno questo. ecco.

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    • schizofrenia rende benissimo l’idea: ascoltavo l’intervista a un sindacalista di polizia dopo le vicende alla sapienza di roma, che hanno immediatamente seguito quelle di torino. la domanda era: “ci sono stati due pesi e due misure?”. il senso della risposta è stato “no. ma anche sì”.
      condivido in pieno quello che scrivi, sulla tensione alla protezione o all’offesa, credo sia uno dei grandi nodi irrisolti nell’istituzione delle forze dell’ordine in uno stato (in qualunque stato).
      grazie della bella riflessione.

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      • ùh, grazie a te.

        delle volte provo a immaginare, eppure sono solo abbozzi incompiuti e forse irrealizzabili in termini pratici, uno stato di diritto che non abbia bisogno, a sostegno della sua autorevolezza e al fine di tutelare un rapporto fiduciario con e tra i suoi consociati, la presenza di un corpo armato.
        una specie di tutela della diversità pacifista. una versione pratica e moderna dei dettami di voltaireana memoria.
        eppure questo presupporrebbe l’inesistenza di qualsiasi devianza sociale e ulteriori e altre riflessioni. magari ne parleremo un’altra volta.

        d’altra parte rifiutiamo la guerra e non disdegniamo acquisti militari. è una conclusione semplicistica, si può obiettare.

        io la chiamo evidente dissonanza.

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  9. Pingback: il poliziotto distratto e il blogger violento. | bortocommentando

ammennicoli di commento

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