duemilaquattordici, ovvero: frasi (parte seconda)

Dato che il desiderio dell’anno scorso è stato sistematicamente vanificato, nel corso dell’anno duemilatredici, dall’incedere incalzante di tutte le frasi che non avrei voluto sentire (riassunte in questo post), arrivate implacabili alle mie orecchie una dopo l’altra, oltre a riproporre per quest’anno la medesima speranza relativamente alle frasi in questione vorrei aggiungerne una, una sola, di frase, tra quelle che desidererei non sentire nel corso del duemilaquattordici: “C’è la crisi, non ci sono i soldi“.
Se non sapete dove trovarli per garantire stabilità lavorativa a precari di ogni genere (non solo ricercatori), disoccupati o cassaintegrati, o per evitare che sanità pubblica e scuola altrettanto pubblica siano i più comodi ammortizzatori sociali, ecco, se non sapete dove trovarli vorrei ricordarvi che non è solo questione di mancanza, ma anche (e forse soprattutto) di capacità di redistribuzione.
Per il resto, credo che la maggioranza silenziosa continuerà ad essere quella che sopporto di meno.

Buon duemilaquattordici di resistenza e (auspicabili) cambiamenti a tutti.

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33 thoughts on “duemilaquattordici, ovvero: frasi (parte seconda)

  1. la sera della vigilia parlavo gioiosamente con un amico, titolare di un laboratorio di analisi. Mi ha spiegato che è stato emanato tempo fa un nuovo tariffario, in base al quale rischiano seriamente di andare in perdita. Hanno fatto ricorso al TAR. Il TAR ha dato loro ragione nella sostanza, ma nella sentenza ha rigettato la richiesta di tornare al tariffario precedente, perché “l’attuale stato di crisi non lo consente”. Ma questo avveniva nel 2013, pochi giorni fa. Magari l’anno prossimo sarà diverso…

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  2. Mi dispiace ma … Il 2014 sarà peggio.
    Non è nemmeno un dilemma , ma una certezza che sta iniziando a fare capolino.
    Sono stati stimati due anni prima che la situazione diventi insostenibile …
    Nonostante questo auguri!

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    • buon anno a te, adn! (tra parentesi, a proposito di crisi ho da poco scoperto che quella che consideravo una splendida peculiarità della lingua cinese è in realtà una leggenda metropolitana e non una prospettiva di positivismo dialettico… http://goo.gl/Jd5rM5. ma tant’è, per non sbagliare noi si punta diritto al cambiamento! ;))

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