di cittadinanze ed amnesie

Breve post di servizio a particolare – ma, ci mancherebbe! non esclusivo, s’intende – beneficio di coloro che hanno seguito l’evolversi nel tempo la storia della pratica, in questo post prima ed in quest’altro a seguire.

Oggi, addì sedici del mese di giugno dell’anno di grazia duemilaequattordici. Oggi, a 2429 (duemilaquattrocentoventinove!) giorni dal ventidue di ottobre del duemilasette, corrispondenti a sei anni, sette mesi e ventiquattro giorni – a fronte dei 730 giorni (settecentotrenta, due anni) entro cui doveva chiudersi, per legge, la pratica. Oggi, in una piccola stanza degli uffici comunali di via Larga, a Milano.
Oggi, Mohamed, è diventato cittadino della Rmaiuscolaepubblica Imaiuscolataliana.
giuramento.png

Alla tua salute, amico caro: e ricordacela tu, se puoi, la Costituzione, ché qua evidentemente devono esserci fastidiosissimi difetti di memoria.

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29 thoughts on “di cittadinanze ed amnesie

    • in realtà l’ha fatto davvero: senza la cittadinanza non poteva rivedere i familiari negli states, perché con la carta di soggiorno son casini – è impossibile, in pratica – ottenere il visto; e il nodo, in fondo, stava soprattutto lì.
      (comunque, ci mancherebbe: sempre viva l’itaGliettanostra!)

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  1. amme, tu fai delle còse che sono di una delicatezza, un garbo, dirompente.
    hai una capacità di dosare intelligenza, ironia, rispetto e umanità, incommensurabile.

    ci dovrebbero chiamare a tu per le c.d. pubblicità progresso. che quelle che ci propinano sono solo involuzioni retoriche. per lo più.

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  2. la nostra storia è piena di “barbari” – accolti o non accolti entrano come sono sempre entrati – di quelli che affogano mi scappa a volte di chiedermi se non sono come una germanica al tempo di Hitler… perchè io non lo sapevo o comunque non potevo fare niente. Però. per chi ce la fa. l’italia è fertile. sfigata. ma fertile.

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    • vedi commento di poco fa da te: sconforto in questo periodo, grande sconforto. oggi abbiamo festeggiato, con mohamed: confesso che è stata una discreta (e necessaria) dose di morale per la truppa, ché il resto, ecco, lasciamolo perdere va’.

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  3. sai cosa penso, ammenn? che dovrebbero farcelo fare anche a noi, nativi del luogo, questo giuramento, magari ai 18 anni o a 25 o a qualunque altra età, che ne avremmo sempre un gran bisogno di rinnovare (?) un impegno e una fedeltà vera e non becera alla costituzione.
    ml
    (e benvenuto Mohammed)

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    • e io penso che sono proprio d’accordo, che non ci starebbe male per nulla, se poi a maggior ragione l’evento simbolico fosse accompagnato da un percorso culturale che riporta (seriamente) l’educazione civica nelle scuole, e nell’informazione, e se si ricominciasse a parlare (seriamente) nelle scuole stesse di attualità politica ed economica.

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