di oppio dei popoli e d’altre storie

altan

Ora, potrà sembrare che in questi giorni io sia monotematico, a volermi incistare in questioni di scuola e laicità (già discusse qui e ritrovate qui) ma, come dire, “sono loro che mi provocano”.
Allora, passi il discorso su ora di religione ed assenza di alternative con il quale ci si deve inevitabilmente confrontare; non saprei però in quale altro modo definire se non “provocazione” (un altro modo l’avrei, per la verità: ho i coglioni che girano a mille) la presenza di un non meglio precisato individuo che, dotato di microfono e casse di amplificazione, attendeva sul piazzale davanti all’ingresso della scuola, in occasione dell’inizio del periodo d’avvento pre-natalizio, i bambini della medesima scuola pubblica (pubblica, ripeto; pubblica, e in quanto tale: laica, aconfessionale, non cattolica) per decantare con gioia l’inizio del periodo d’avvento in questione, con tanto di favoletta moralistica nella quale spiccavano immancabili buoi ed asinelli nonché animali persi in richieste assurde (assurde, eh, come ad esempio quella di “un maiale che chiede di non esser trasformato in insaccato per queste feste” o “un dromedario che continua a chiedere acqua quando ne ha già nella gobba”. Ma dico, come si permettono?), per concludere infine che “non dobbiamo chiedere doni, il Dono più Grande è Gesù” (la maiuscola rispecchia il tono della voce utilizzato). No, anzi, non per concluderla così, bensì per concluderla con una preghiera collettiva (la solita, la più nota e reverenziale del mondo cattolico); ripeto, con altoparlante e sul piazzale davanti alla scuola.
No, proprio non ci siamo. Se volevamo la preghierina prima dell’inizio della lezione e per giunta in piazza, iscrivevamo nostro figlio a una scuola cattolica. Mi si risponderà: ognuno è libero di partecipare. A mia volta dico, il più aulicamente possibile: ‘sto cazzo. Questa è libertà solo a parole. La libertà di scelta ci può essere per un adulto, semmai; la scuola pubblica (e sto dicendo la scuola, non l’ora di insegnamento della religione cattolica) deve, deve, deve essere aconfessionale. Punto. Altrimenti si fa dottrina.

Tipo quella a cui è abituato (oggi ne ho per tutti) il “faro del creazionismo” italiano Enzo Pennetta (autore del blog critica scientifica) che, pur di pontificare e lanciare strali di morale cattolica al mondo della scienza, non si pone freno alcuno nel divulgare notizie allarmanti su presunte sterilizzazioni di massa di donne africane, già dimostrate essere bufale una dozzina d’anni fa. Dott. Pennetta, grazie, ma anche basta così. Il mondo della ricerca ringrazierebbe, e ringrazierebbe ancor di più se cambiasse titolo al suo blog, ché di scientifico nella critica ha ben poco.

Bene, siccome arrivati a questo punto del post mi sono già tirato dietro la scomunica, fatto trenta aggiungo il trentuno e chiudo il cerchio. A questa pagina, qualora lo riteniate opportuno, potete sottoscrivere una richiesta che la Federazione italiana di cure palliative rivolge al Ministero, affinché si riesca a garantire in tempi non biblici (avrei potuto dire “non lunghissimi”, ma comprenderete il contesto) la maggiore omogeneità possibile nell’accesso a cure di qualità e nella prospettiva di limitare sofferenze inutili in caso di terminalità di malattia (come raccontato qui). Non si sta parlando di eutanasia né di testamento biologico: semplicemente, di un impegno a rispettare quanto stabilito quattro anni fa con l’approvazione della legge 38 che sancisce il diritto alle cure palliative, a dispetto della quale in realtà solo una parte dei cittadini riceve l’assistenza necessaria. Non mi dilungo, è tutto spiegato nella pagina di pertinenza.

Detto tutto ciò, solo in parte fuori argomento, consentitemi (in giorni di congetture e polemiche su questioni d’abito e di morale, come quelle che hanno coinvolto Matt Taylor, lo scienziato che ha seguito l’atterraggio della sonda Philae) di concludere con un riferimento alla trovata geniale di un presentatore televisivo australiano che, per dimostrare la persistenza di un atteggiamento sessista che alberga indisturbato nel mondo dei media (semmai fosse necessario ribadirlo, n.d.adp), ha deciso di indossare per un anno il medesimo completo gessato blu (con variazioni di camicia e cravatta abbinate). Nessuno se ne è accorto. Se vi state chiedendo perché io abbia scritto “solo in parte fuori argomento”, è presto detto: il suddetto presentatore Karl Stefanovic (che, sappiate, per queste sue trovate ha tutta la mia stima), durante un’intervista televisiva di qualche tempo fa, decise di raccontare una barzelletta al Dalai Lama in inglese, la cui comprensione era giocata su un doppio senso.
La barzelletta suonava come: “Il Dalai Lama entra in una pizzeria e chiede: «Can you make me one with everything?»” (ovvero, a seconda di come si considera one, risulta: «Me ne fa una con tutti gli ingredienti?» oppure «Mi può rendere il tutto come una sola entità?», di chiara ispirazione buddhista).
Il Dalai Lama, forse non dotato di adeguato sense-of-humor, non l’ha capita.

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71 thoughts on “di oppio dei popoli e d’altre storie

  1. Mi si contorcono le budella quando leggo di scuola e religione (quelle budella che riempio spesso di insaccati). Poi tu ci metti il carico con tutto il resto e io poi sono giorni che mi tengo, ma lo devo scrivere un post sulla scuola, anche se non va in treno…

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  2. per fortuna NELLA SCUOLA e` proibita per legge ogni forma di culto.

    questa iniziativa, contro la quale giustamente protesti, cerca di aggirare la laicita` dell’istruzione.

    si mettono gli altoparlanti per enrare nelle menti anche contro la loro volonta`.

    mi pare un abuso bello e buono e che qualcuno doveva intervenire per impedirlo.

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  3. come quel professore che portava in bella vista una copia de “L’Unità” in classe.
    sti comunisti sempre a fare proselitismo mi danno sui nervi!!!
    O anche quegli sfigati che vendono il “Giornale Comunista” alle stazioni della metro e davanti alle scuole superiori a Milano, facendo una concorrenza spietata agli indiani delle rose, i senegalesi dei libri e barboni e zingari vari (per non parlare degli elemosinanti in pettorina blu, rossa o verde).
    La scuola è apolitica, ricordatelo!

    Vuoi indignarti per forza? Allora comincia a pensare agli spacciatori davanti alle scuole, e lascia perdere chi, anche se molesto e rumoroso, alla fine non fa nulla di grave (e, per favore, non trasformare un fastidio nato dalla tua ideologia in una tragedia greca) 🙂

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    • citare il professore comunista, che aveva torto, per dare ragione agli integralisti cattolici fastidiosi e privi di rispetto per la sostanza della norma costituzionale che vuole che la scuola sia laica, e` una tecnica argomentativa degna di Schopenhauer, L’arte di farsi dare ragione, anche quando non li si ha proprio… 🙂

      mettere assieme poi una propaganda polticia magari ridicola ma lecita con lo spaccio e non accorgersi che lo spaccio dell’integralismo religioso e` dannoso e peroicoloso e` poi proprio volere fare confusione a tutti i costi.

      ma e` proprio quello che consiglia di fare Schopenhauer in una discussione quando si sa di avere torto.

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      • io non ho torto, Bortocal.
        Io trovo più schifoso il professore che tenta di convertire alla sua ideologia uno studente che non un membro dell’oratorio locale che cerchi di ricordare agli studenti che arriva Natale.

        “Integralismo religioso”? La classica zanzara trasformata in elefante.
        A meno che non vogliamo persistere nel decontestualizzare qualsiasi cosa, allora il tuo (non)ragionamento ha un senso 🙂

        Il tutto detto con tranquillità, comunque

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    • Potrei sbagliare, ma credo che delle differenze esistano. Intanto, il professore con in tasca l’Unità non è detto che lo legga ad alta voce in classe, e credo che ogni professore possa avere l’ideologia che più gli piace (ma tanto le ideologie non esistono più, e quindi amen). Inoltre, il professore che facesse un discorso politico in aula verrebbe duramente ripreso dal suo preside, o almeno questo è giusto ed auspicabile che succeda: non così, invece, per le molteplici iniziative organizzate dalle parrocchie locali nelle scuole. Per quanto riguarda quelli che vendono il Giornale Comunista (ma potrebbe anche essere Tempi, e non cambierebbe nulla), non li ho mai visti provvisti di megafono, e da che ricordi i marciapiedi (et similia) sono suolo pubblico.

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      • Quindi il megafono DAVANTI alla scuola, per cui sul marciapiede, è suolo pubblico anche per chi ci va a pregare, giusto?
        E se non disturba la quiete pubblica (ci sono orari precisi per quello) non fa nulla di sbagliato o illegale, giusto?
        Ragion per cui la cosa si riduce a pure e semplici opinioni, e per me quelle sono libere, fino a prova contraria.
        E la mia opinione è quella espressa sopra.

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        • rispondo qui ai vari commenti. prima piccola considerazione: ho parlato di scuola pubblica, non di suolo pubblico. se vogliamo guardare il dettaglio, il suolo del piazzale è pubblico ma è di pertinenza della scuola. quindi, a tutti gli effetti, vale la considerazione di bort: la scuola non è luogo di culto.
          francesco, al di là di ogni considerazione sul credo: io penso che la scuola elementare abbia tra i principali obiettivi – oltre a insegnare a leggere, scrivere e contare – quello di insegnare ai ragazzi a rispettare delle regole sociali condivise (possibilmente, se possao aggiungere OT, non imponendole ma condividendole e insegnando ai ragazzi che la regola può anche aiutare a vivere meglio certi contesti). che esempio può dare una scuola che per prima non rispetta una regola, anzi cerca l’escamotage? se in scuola non si può pregare per legge, non si può pregare. punto. se non sei d’accordo, o sei vuoi proporre una deroga, la devi concordare precedentemente informando adeguatamente tutti i genitori e previa approvazione.
          perdonami, ma non regge il confronto con lo spacciatore di fronte all’ingresso, sul piazzale. è ovvio che in quel caso si debba, non solo possa, chiamare chi di competenza e il prima possibile.

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          • il mio non era un confronto.
            Ho menzionato lo spacciatore per dire “ci sono cose più importanti per cui indignarsi, più importanti della novena natalizia”.

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          • non lo so. mi indigno per ciò che, in concretezza, incontro nella mia vita. mi indigno per quella che ritengo un’ingiustizia, e questa l’ho incontrata ieri mattina. non mi indigno per la notizia di uno spacciatore che cerca di vendere droga agli adolescenti: semplicemente, lo considero un individuo ed un reato e, al momento, non mi sembra proprio che ci siano ambiguità sul riconoscimento di tale e sulle conseguenti azioni da parte della giustizia italiana, anzi.

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          • vicino a casa mia vedevano eroina a 10 euro per dose. ci hanno messo mesi per levarceli dai piedi, mentre io ogni sera dovevo fare lo slalom tra tossici col cane e tossici senza cane nella stazione di rogoredo (e spesso anche di mattina). Questo è un problema, un vero problema, e non un fastidio che mi scatena l’indignazione facile e/o automatica 🙂

            Detto questo, ancora non capisco che cosa tu consideri “un’ingiustizia”… posso capire che provi fastidio, soprattutto considerando la tua posizione ipercritica con tutto quello che sfiora la chiesa (come istituzione e non), ma “ingiustizia”?
            Io ritengo un’ingiustizia essere pagato meno di un senatore, anche se lavoro 10 volte di più, ma non il tizio che fa volantinaggio per la Lega (tanto per dirne una).

            Poi, si sa, l’italiano se non s’indigna sta male 🙂

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          • quanto scritto prima. una regola è una regola, la scuola pubblica non è luogo di culto, per nessuna religione.
            me ne guardo bene dal pensare che lo spaccio davanti alla scuola, o dovunque, non sia un reato; però, francesco, non è questo il punto del post.
            il mio problema di ieri non era con uno spacciatore, il qui ed ora era una scuola che non rispetta una regola. i bimbi, nella medesima scuola, devono mettere il grembiule nero. a me sembra, sempre molto aulicamente parlando, una regola del cazzo. nonostante ciò, la rispettiamo ed eventualmente cerchiamo di cambiarla con modalità appropriate.
            il gesto di ieri per me è stato né più né meno un abuso di potere (per altro irrispettoso di chi ha un’idea diversa), in un contesto in un cui, molto semplicemente, non era autorizzato dalle legge.
            detto questo, per me sono anche ingiustizie essere pagato venti volte meno di un senatore, non battere uno scontrino fiscale, la violenza fisica, etc etc. ma, ripeto, non sono questi gli argomenti del post.

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          • allora prenditela con la scuola che ha dato l’autorizzazione (come suggerisci in altri commenti) e non con chi usufruisce di questa autorizzazione indebita (se indebita fosse).
            L’argomento del post è semplicemente una posizione anticlericale intransigente (“il vostro signore”, “favoletta moralistica” e la tirata sull’invito a non concentrarsi troppo sui doni materiali), cosa che, purtroppo, non mi stupisce più in un paese come l’Italia, in cui l’indignazione fa branco e chi professa valori diversi viene bastonato da chi si arroga il diritto di decidere per cosa sia valido manifestare (esempio, le Sentinelle).
            Fortunatamente tu non vai oltre all’estremismo verbale 🙂

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          • è assolutamente innegabile che io sia anticlericale. come puoi intuire, non ne faccio mistero. però, permettimi, obietto sul primo punto: il mio post è principalmente una presa di posizione nei confronti della scuola. certo, non nego di aver usato un linguaggio colorito.
            la favoletta moralistica, però, davvero non m’è andata giù. non per la questione dei doni materiali, che condivido in pieno, ma per la sostanza. ripeto, ne faccio una questione di rispetto: un maiale per noi, vegetariani o non, è (anche o soprattutto?) un insaccato. per un musulmano – e nel piazzale ce n’erano – no.

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          • sto dicendo che, nelle due culture, ha un significato diverso; che mi è sembrata una pantomima veramente ridicola (ambirei a qualcosa di culturalmente più elevato, nella comunicazione: i bambini son piccoli, non deficienti); e che, se proprio si deve parlare del fatto che natale non sia (solo) doni (perché di fatto questo, volenti o nolenti, è, e ti assicuro che io sono fra i nolenti), non prenderei come esempio il fatto che, per il maiale, sia un dono non diventar salciccia come se questo fosse dovuto.

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          • francesco, ci ripensavo. mi sembra doveroso fare ammenda e riconoscere di aver usato nell’espressione a cui ti riferisci toni coloriti non rispettosi nei confronti dei credenti e non inerenti il senso del post. mi sembra, quindi, altrettanto giusto da parte mia modificare in modo appropriato.

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          • questa cosa ti rende onore, adp.
            Sei tra i pochi con cui non temo di iniziare una discussione proprio perché c’è in te un equilibrio raro. Benché spesso ci si trovi su fronti opposti con te un confronto non degrada mai in scontro.

            Detto ciò, i toni aspri ci stanno anche, specie quando l’argomento tocca, anche solo di sfuggita, persone a cui tieni (in questo caso tuo figlio/figlia, se non ho frainteso completamente).
            L’importante è che non siano preponderanti rispetto al vero messaggio 🙂

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          • no, non lo sono. anche perché credo che un messaggio veicolato in modo adeguato abbia riconosciuta molta più credibilità che spesso viene offuscata da modalità comunicative irruente.
            quanto hai detto (la prima parte) è, con piacere, reciproco. ‘notte buona. 🙂

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      • il luogo era il piazzale e, come scrivevo a francesco, certo suolo pubblico ma di assoluta pertinenza della scuola. vale quindi la considerazione di bort: non è luogo di culto, così come le aule, giustamente, non sono luoghi per propaganda partitica.

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  4. L’espressione “laicità dello Stato” ha, a mio parere, la stessa validità di “da lunedì mi metto a dieta”: un desiderata, ma senza troppa convinzione.
    Nella scuola dei tuoi figli si possono organizzare cineforum? No, perché potresti proporre “Religiolous” di Bill Maher, consigliatissimo in vista del Santissimo-E-sempre-sia-santificato-Natale-Di-Vostro-Signore-Gesù-Cristo-Figlio-D’Iddio. Ah, creazionismo. Hai visto lo spettacolo “Googlewhack” di Dave Gorman? Almeno ci si fa due risate.

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  5. Vedi a frequentare i blog? Prima non conoscevo il prof. Pennetta. 😉
    P.S. Sullo spaccio davanti alle scuole, se dirigente e staff tutto chiama i carabinieri ed essi arrivano a controllare, nessuno si appella all’intolleranza, per fortuna.
    P.P.S. Quella del professore audace con in tasca l’Unità pensavo fosse solo un topos da canzone autoriale anni settanta. Non che qualcuno ci credesse ancora.

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    • guarda, non che ti fossi persa niente, eh… 🙄
      p.p.s. lo slogan è rimasto nelle tasche dell’eskimo. ciò che è in compenso è rimasto ancora oggi è che, in ogni caso, la maturità la paghi proprio tutta, e a prezzi altro che di inflazione.

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  6. @ FRANCESCO VITELLINI

    purtroppo la tecnica argomentativa resta sempre la stessa anche nella replica: c’e` qualcuno che ha piu` torto di me, quindi posso avere torto anche io…

    il professore con l’Unita

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    • boh, ripetute false partenze dei commenti non finiti.

      il professore con l’Unita` in tasca in questa discussione c’entra come i cavoli a merenda.

      detto senza risentimento e con la solita amicizia, naturalmente. 🙂

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    • Parlo di scuola pubblica. 3 figli, con due ho potuto scegliere, con la terza l’alternativa è stata tra l’ora di religione obbligata e due maestre non di ruolo che avrebbe cambiato ogni anno. Ho scelto religione e senza farmene un grosso problema, proprio perché era comunque una mia scelta e avevo un’alternativa che io ho giudicato peggiore. Il megafono in piazza non ha alternativa. E so che ci sono mali peggiori ma sì, la scuola è laica, deve esserlo, ormai è frequentata da una moltitudine di credo e dovrebbe esserci un rispetto di base che manca. Ah, mia figlia di mezzo, prima di voler emulare la sorella (per poi pentirsene) ha portato avanti un progetto sulle favole dell’infanzia nei vari paesi del mondo davvero di tutto rispetto. Questo nell’ora di “alternativa”.

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      • rispetto all’ora di religione: combattuti nella scelta, ma di fronte all’assenza di alternative e in un contesto, come potrai intuire, non favorevole, abbiamo scelto di non rinunciare all’insegnamento. ciò che ha guidato la scelta son stati vari motivi, tra cui il più ovvio: non farne una questione ideologica, non ritenendo opportuno che nella classe il nostro bimbo fosse l’unico non frequentante e non essendo presente, come ben descritto da pendolante nel suo post, un’alternativa.
        in compenso, ci sentiamo abbastanza solidi nel fornire una prospettiva di altro tipo indipendentemente dalla scuola, ecco…

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        • Amme, capisco bene, le nostre sono in fondo scelte quasi obbligate a meno di non combattere battaglie donchisciottesce che normalmente hanno come vittime proprio i nostri figli. Anche io, ovviamente, cerco di fornire sempre altre prospettive, tra tutto ciò di cui mi rimprovero come madre, su questo argomento mi sembra di aver lavorato benino tutto sommato. Nessun preconcetto ma libertà è una visione critica buona per bimbi delle elementari. A volte basta anche solo parlarne.

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    • dunque, credo che funzioni così (copio da wikipedia): “Nel rito ambrosiano della Chiesa cattolica l’Avvento contiene sei domeniche e può durare sei settimane. Inizia la prima domenica dopo il giorno di San Martino (11 novembre) e prevede sempre 6 domeniche (quando il 24 dicembre cade di domenica, è prevista la celebrazione di una Domenica Prenatalizia). Nel rito ambrosiano è previsto il colore morello, tranne che nell’ultima domenica (detta “dell’Incarnazione”) nella quale si usa il bianco.”

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    • rispondo anche qui: grazie davvero. non solo per la rabbia (che non è che sia poi molto passata, eh, anzi…) quanto perché mi piacerebbe non passasse proprio in secondo piano la seconda parte del post (la richiesta di supporto alla campagna della ficp), che ritengo altrettanto importante.

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      • dici davvero?

        sarebbe gravissimo.

        se verificata (ma sara` difficile), ci sono gli estremi addirittura per una denuncia alla magistratura, ma anche soltanto per un esposto alla Direzione Scolastica Regionale per chiedere che verifichi le responsabilita`..

        per come funziona la nostra burocrazia, muoversi e protestare agisce comunque almeno come deterrente per il futuro.

        non porta a punizioni per gli abusi, ma almeno mette in stato di allarme chi li compie.

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        • non potevo verificarlo ieri mattina, ovviamente, data la contingenza degli eventi; non lascio in ogni caso cadere la cosa (anche perché, da quanto ho capito, verrà riproposta regolarmente), mi son ripromesso di raccogliere maggiori dettagli quanto prima. certo, la posizione (di fronte al portone), il fatto che da parte della scuola non solo non sia arrivato nessun segnale di disconferma ma probabilmente sia arrivata anche la corrente per l’amplificatore non mi lascia grossi dubbi sul fatto che l’iniziativa sia sta ampiamente concordata con, se non promossa da, la scuola.

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          • ah ah, si parla di scuola, qui e altrove, e mi ci sto appassionando.

            se la scuola ha davvero consentito l’allaccio alla corrente, la prova provata dell’abuso d’ufficio da parte del dirigente scolastico c’e`.

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  7. Giusto in questi giorni mi chiedevo e volevo scrivere del perché nella scuola pubblica e statale si debba firmare per non fare religione , non per farla. Quanto al tipo fuori da scuola, dai, era un matto, poteva andare predicando la religione del Luccio di Fiume o la salvezza nella raccolta di lattine, dai, non essere troppo suscettibile.

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    • pellona, non te lo chiedere. una proposta e una procedura di questo tipo, per quanto dovrebbe essere normalità (procedura scontata, ovvia, anzi anche un po’ banale, direi), è davvero troppo, troppo avanti per questo paese in provincia vaticana.

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  8. Stavolta Ammen non sono d’accordo, ma se mi conosci un po’ dovresti immaginarlo. Da cattocomunista sono assolutamente convinto del libera Chiesa in libero Stato: ma la libera piazza non è l’atrio della scuola, siamo in democrazia, fanno pubblici comizi gente come Salvini, Borghezio e quelli di Forza Nuova…davvero trovi così fastidioso che qualcuno annunci il Natale??? (tra l’altro fuori tempo, come giustamente ha sottolineato qualcuno, perché l’avvento comincia domenica 30 novembre!) 🙂

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    • non fraintendere, non è questione di cattolicesimo o comunismo, davvero. se qualcuno vuole “annunciare il natale” in giro per la strada, lo faccia pure.
      anche se ho usato toni “coloriti”, per me il problema era e rimane istituzionale. non è libera piazza: è l’atrio della scuola. ribadisco con forza quanto detto da bort: se vogliamo guardare il cavillo, è un escamotage, ma di fatto stiamo parlando di un azione che è avvenutanella scuola, ed è incontrovertibile chi fossero i destinatari. questo, per legge, non deve essere fatto.
      (il rito ambrosiano è diverso, ha le date tutte scombinate. qua in zona milano inizia la domenica dopo l’11 novembre)

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  9. Io dico solo che la scuola pubblica, della polis, in quanto tale, non solo non è apolitica, ma è, appunto, una delle massime espressioni della città e (dunque) della sovranità. Ammenicoli, hai tutto il mio sostegno e mo’ vado dalla petizione.

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    • assolutamente d’accordo: apolitica, giammai.
      grazie per l’interesse nei confronti della petizione: col senno di poi, mi spiace non averle riservato un post, temo si sia un po’ persa nel marasma della questione scuola e laicità.

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  10. Abbiate pazienza, su ‘sta storia del piazzale, insegno in un geometri e conosco le leggi dei mio paese: il piazzale della scuola non è solo di pertinenza della scuola, ma della scuola proprio per un’area che copre 2,50 metri di distanza dai muri, area nella quale vale ancheil divieto antifumo della legge promossa dal governo Letta. Punto. Dunque se il tizio era fuori dall’area la scuola non è competente, se dentro sì e non doveva farlo. Come col fumo. Tutto molto semplice, come spesso a Tecnologia delle Costruzioni.

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  11. Ahahah ammen…ma che davero? no dai… non ti fare tutto sto sangue amaro…che in fondo i ragazzini hanno un’ampia gamma di cose che possono traumatizzarli in questo mondo e questa cosa mi sembra quella più aggirabile! bastano 4 chiacchiere in famiglia e gli passa la paura dell’avventista vegetariano! 😉
    Lo sai che son poi bastian contrari inside…troppa acredine o troppo scompiglio palesato per tale iniziativa potrebbe addirittura portarli a diventare attivisti di CL!! 😉

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    • grazia, te l’avevo già detto che la tua leggerezza è preziosa? 🙂
      spero, in realtà, di comunicarla pure io al pargolo (che, fondamentalmente, dalla preghierina se n’è anche strabattuto alquanto e senza fare un plissé), senza però lesinare sull’altro aspetto, quello del rispetto delle regole. come dire: non è il “contro” nella questione religiosa che mi preme tant’è che, come dicevo in commento a tuttotace, non abbiamo fatto dell’ora di religione una questione ideologica.

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  12. Pingback: miscellanea (a spasso tra ingerenze religiose, opinabili sentenze in tema di molestie sessuali e petizioni da brivido) | ammennicolidipensiero

ammennicoli di commento

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