dunque i vaccini causano l’autismo?

La sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano ha fatto (e farà) molto discutere; l’argomento, inoltre, mi è piuttosto caro, ragion per cui non posso esimermi da un commento.
Per riassumere brevemente, copincollo [neologismo che attendo a breve sui prossimi vocabolari della lingua italiana, n.d.apd] l’incipit dell’articolo: “Il ministero della Salute dovrà versare un assegno bimestrale, per tutta la vita, a un bimbo affetto da autismo, a cui nel 2006 fu iniettato il vaccino esavalente prodotto dalla multinazionale GlaxoSmithKline. Lo stabilisce una sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano, firmata dal giudice Nicola Di Leo, secondo cui sarebbe «acclarata la sussistenza del nesso causale tra tale vaccinazione e la malattia», come si legge nel dispositivo. E ancora, citando la perizia del medico legale Alberto Tornatore nominato dal Tribunale: «È probabile che il disturbo autistico del piccolo sia stato concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti), dal vaccino Infanrix Hexa Sk».”
Leggo, nel mondo scientifico, messaggi di grande preoccupazione. Nel mondo politico (chissà poi con quale autorevolezza), non di meno: «Stravagante sentenza Milano, attenzione ai messaggi che si lanciano», «Chi pagherà i danni dell’allarmismo?», «Così si crea panico. Chi denigra vaccini si assuma responsabilità conseguenze».

Ecco, di fronte a tutto ciò la mia perplessità è sempre più grande. Premesso che ho già ampiamente discusso in questo post la questione ed espresso la mia posizione al riguardo (e premesso che confido sempre nell’aiuto dell’insostituibile redpoz per gli aspetti giuridici…), non trovo così scandalosa la sentenza. Anzi. Una sentenza non fa scienza, mi sembra lapalissiano, e la sentenza emessa dal Tribunale di Milano né è pubblicata su Nature né pretende di sostituirsi ad una ricerca scientifica per stabilire l’eventuale correlazione generale tra “vaccini” (quali, poi?) e “autismo”. Questo deve essere chiaro. La sentenza definisce semplicemente che oltre ogni ragionevole dubbio si può stabilire un nesso di causalità tra quella specifica somministrazione, in quell’individuo, e la comparsa di autismo; la perizia del medico legale, per altro, non parla di causa ma forse più correttamente di concausa. Oltre a ciò, particolare non irrilevante, fa riferimento ad “un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline” sui “side effects del vaccino Infanrix Hexa Sk emersi nel corso della sperimentazione clinica pre-autorizzazione o successivamente, fra l’ottobre 2009 e lo stesso mese 2011“,  tra cui “cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma rimasti unlisted, ossia omessi dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio“.

Ora, ribadendo in primis il fatto che la mia posizione non sia né di supporto alle teorie complottiste (“medici assassini” etc etc) né tantomeno preconcetta nei confronti delle vaccinazioni, rifletto che prima di preoccuparsi di grandi e rassicuranti proclami che citano la “dimostrata assenza di correlazione tra vaccini e insorgenza di patologie” (per cui, per inciso, sottolineerei in ogni caso che “dimostrare l’assenza” e “non dimostrare la presenza“, per la ricerca, non sono sinonimi concettuali) sarebbero opportuni alcuni passaggi.
Il primo, un pochina di umiltà ed onestà intellettuale, accettando il fatto che una regola possa comportare l’eccezione, e così come la singola fragola può causare uno shock anafilattico in una persona e in altre centinaia di migliaia no, non vedo per quale motivo un farmaco somministrato ad un  infante non possa contribuire a concausare/slatentizzare una condizione patologica e in altre migliaia no; per altro, se non è dimostrata una correlazione tra “vaccino” ed autismo è invece ampiamente studiata – e con conclusioni decisamente controverse – quella tra disordini autistici e sostanze tossiche, tra cui il tanto discusso sale di mercurio, per lungo tempo eccipiente di svariati vaccini.
Il secondo: di fronte a una relazione medico legale del genere, fossi nel Ministero, quantomeno una domandina alla GlaxoSmithKline relativamente al “poderoso documento riservato“, come dire, la farei anche, eh. Tutto normale? Ti condannano a un vitalizio di ottocento euro mensili sulla base di una documentazione del genere, e tu Ministero non ti preoccupi di chiedere conto di nulla alla suddetta GSK? Anche solo a titolo informativo? Anche solo per diritto di replica? Si noti bene che questa non è un’accusa aprioristica: è semplicemente una legittima richiesta di conoscenza dei suddetti dati per poterli opportunamente valutare.
Il terzo (ma qua, suppongo sia speranza vana): anziché perdere tempo ed energie nei proclami successivi al danno, non sarebbe il caso di ripensare strutturalmente alla gestione del piano vaccinale (qualche suggerimento: investendo in ricerca sui side effects; considerando le ragioni che hanno portato alcune regioni a derogare sull’obbligatorietà delle vaccinazioni; offrendo un’adeguata informativa su benefici e rischi precedente alle somministrazione, etc.)? Temo però che sia quasi impossibile competere con tale sufficienza culturale così alla portata di tutti e con altri argomenti (uno a caso: Ebolavirus, quello che abbiamo raccontato qui) di ben altro appeal mediatico.
Un’ultima considerazione sulla sentenza: non mi sembra così irragionevole, in tempi non particolarmente felici per questioni di malapolvere, che lo Stato, nell’interposta figura del Ministero della Salute, si assuma l’onere di risarcimento di danni occasionali causati da un farmaco di cui sponsorizza una somministrazione di massa teoricamente obbligatoria. La chiamerei, semplicemente, civiltà.

Quanto ebbi modo di dire in passato, in ogni caso, rimane valido a tutti gli effetti anche dopo questa sentenza: di vaccini, autismo e, tanti, tanti, altri buchi.

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Aggiornamento 28 novembre. No, non è proprio periodo per i vaccini. Neanche a farlo apposta, è fresca fresca la notizia che l’AIFA ha disposto il divieto di utilizzo di due lotti di produzione (il 142701 e il 143301) del vaccino antinfluenzale Fluad, commercializzato dalla  Novartis. La decisione è stata assunta «in seguito a “quattro eventi avversi gravi o fatali” che si sono verificati entro 48 dalla somministrazione del vaccino». Causalità o non, non cambia la sicumera con la quale chiunque si arroga il diritto di certificare l’assoluta sicurezza del vaccino ancora prima che sia dimostrata, o non, la correlazione con gli eventi avversi. I buchi, qua, diventano voragini.

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51 thoughts on “dunque i vaccini causano l’autismo?

      • (Pardon, la tastiera si è mangiata il mio commento).

        E questo mi fa venire in mente una questione su cui rimugino da tempo: quella della divulgazione “popolare” della conoscenza scientifica, in questo momento gravemente insufficiente. Anche i miei “debunker” preferiti, quelli che leggo spesso, non sono esenti da un certo atteggiamento “snobbistico”, una chiusura preconcetta nei confronti di chi non ha avuto i mezzi o le possibilità di farsi la cultura scientifica, sicuramente mostruosa, che loro possiedono. Io non so voi, ma se io chiedessi consigli legali ad un avvocato, e quello mi rispondesse, implicitamente o esplicitamente: “Ok, allora, te la metto facile perché sei un cretino…”, io non mi fiderei granché di quello che mi dice. Fosse anche un’opinione da principe del foro.

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    • studi, ce n’è. molti… mah, non così molti come sarebbe necessario. seri, dipende. quando si citano casistiche di dieci-dodici casi a me fa fatica pensare allo studio come esempio di attendibilità, e quando si è poco rigorosi nel disegno sperimentale, altrettanto. ti posso garantire che molti degli studi che trovi nella comunità scientifica, al di là del fatto che sono stati pubblicati, devono comunque essere letti criticamente. non basta, come dire, una pubblicazione su riviste con impact factor per definire la serietà. per fare un esempio concreto: ho scoperto qualche giorno fa l’esistenza di questo studio http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1046/j.1464-410X.2002.02974.x/full che è stato pubblicato su una rivista con IF di circa 5, se non ricordo male. ora, io non dico che non sia importante sapere se la misura del pene correli con la misura delle scarpe ma, come dire… mi sembra ridicolo che ci sia questo e non ci esista uno studio serio di valutazione dei rischi da somministrazione di vaccino esavalente.

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  1. Le tue considerazioni non fanno una piega, però leggendoti anche io mi sono chiesta come mai la casa farmaceutica non sia stata coinvolta nella sentenza. Certo è che se lo Stato mi obbliga, ma anche solo consiglia, un vaccino per mia figlia, io presumo che siano stati fatti controlli adeguati. Poi il vizio di trasformarci tutti in scienziati, ce lo dovremmo togliere

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    • sulla prima domanda chiedo l’aiuto di repdoz: non vorrei scrivere castronerie. il motivo credo risieda nel fatto che l’infanrix è un farmaco adottato dall’AIFA (non è, quindi, off-label). in quanto tale, al ministero della salute è riconosciuto il carico degli oneri derivanti dall’utilizzo, inclusa la copertura di eventuali danni recati dal farmaco. resta da capire se questi siano stati segnalati o meno come effetti collaterali possibili da parte di GSK. a mia memoria, il foglietto illustrativo ne contemplava molti, incluso ovviamente shock anafilattico e decesso. ma posso verificare meglio.

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        • confermo. tutto.
          http://www.ema.europa.eu/docs/it_IT/document_library/EPAR_-_Product_Information/human/000296/WC500032505.pdf
          vorrei sottolineare uno o due passaggi in particolare:
          “Infanrix hexa è controindicato se il bambino ha manifestato encefalopatia ad eziologia sconosciuta,
          verificatasi entro 7 giorni dalla precedente vaccinazione con un vaccino antipertossico.”
          “Non vi sono dati sufficienti relativi all’efficacia e alla sicurezza della somministrazione
          contemporanea di Infanrix hexa e vaccini per morbillo-parotite-rosolia che consentano di formulare
          una qualsiasi raccomandazione.”
          “In casi estremamente rari sono state riportate paralisi, neuropatia, sindrome di Guillain-Barré,
          encefalopatia, encefalite e meningite. La relazione causale con il vaccino non è stata stabilita.”
          “Casi di trombocitopenia sono stati riportati con vaccini antiepatite B”
          e mi fermo, sennò lo ricopio tutto. non le ho inventate io, queste cose, le ha scritte chi lo produce.
          la domanda, molto semplice, è: chi ha letto questo foglietto, prima di somministrare il vaccino al proprio figlio/a?

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  2. mi astengo dai profili giuridici, per i quali attendo anche io l’insostituibile redpoz, non essendo titolata in materia (già scrissi che non credo basti lo studio del diritto, laurea, master, fare l’avvocato, còse così, per essere giuristi).

    sottolineo un aspetto, che temo -mi perdonerai- ha anche dei riflessi giuridici (o dovrebbe averne): quello della individualità e, per certi versi, infungibilità, delle posizioni che chiedono una tutela, o che semplicemente si hanno di fronte.
    una cosa che abbiamo un pò perso, in luogo di non sempre oneste e sentite appartenenze (alle categorie di lavoratori, consumatori, elettori, ecc.), è la nostra singolarità.

    e fa scalpore quando un tribunale statuisce a tutela di una singola persona, leggendo e ricostruendo – processualmente – di una specifica storia.
    non dell’iter standardizzato dei vaccini.

    forse non abbiamo più familiarità con le eccezioni.

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    • non solo perdono (ehm, non ho ben capito cosa, per la verità, dovrei perdonare…), ma ringrazio e anche tanto. non aggiungo una virgola, hai espresso molto meglio di me quanto scrivevo nel post relativamente all’eccezione.

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      • cercavo di estorcerti un possibile perdono nel caso in cui avessi anche solo casualmente sfiorato profili giuridici, materia di esclusiva competenza, a quanto leggo (e scrivi).

        sorrido.

        è un pregiudizio che mi accompagna da ormai diversi anni – in quanto femmina, per nulla ossessionata dall’apparire, e anche giovane -; ma è una buona arma, ti dirò.

        ci è chi mi scambia per assistente sociale, chi per praticante, chi per studentessa, chi per fricchettona artistoide indie.

        rido!

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  3. L’ultima volta che ho fatto vaccinare la mia piccola è stata l’anno scorso, il primo vaccino del grande risale a quasi dieci anni fa: in queste occasioni e in tutte quelle intermedie ampia documentazione su benefici e rischi veniva recapitata nei giorni precedenti quello della vaccinazione. Questo va detto. Poi non so se le cose varino da regione a regione.
    Certo la delicatezza del tema e la quantità di complottisti un po’ bacati richiederebbe un giornalismo equilibrato, che spesso però è merce rara.

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    • ti confermo che varia da regione a regione, e non solo, da provincia a provincia (esempio concreto: il dissenso informato nella mia ASL è stato un iter da tirare craniate contro il muro per un anno e una quantità assurda di colloqui e documenti; al’ASL della provincia a fianco sarebbe bastato un fax autocertificato. un fax. autocertificato, pure). totale mancanza di uniformità su obbligatorietà, modalità e qualità dell’informativa, gestione delle vaccinazioni. molto semplicemente, un caos normativo e non solo.

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  4. Ministero della salute? Stato? Hai sentito cosa ha detto Matteone sul caso eternit? Che la prossima volta lo stato si costituirà parte civile. La prossima volta, amici, ci sono! La prossima volta. Aspettiamo le prossime volte anche con i vaccini. Impazientone che sei.

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    • matteone. c’entra niente col post, ma ieri pensavo alla boutade (per non dir di peggio) degli ottanta euro in bolletta per la questione del canone (…). non se ne farà nulla, ovviamente, ma mi ha fatto molto ridere che la cifra fosse, guarda caso, proprio quella. una mano dà, l’altra prende. questo, sorella, col suo populismo in stile mister B, non ce lo leviamo dai piedi per vent’anni. il ventennio 2.0 è iniziato.

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  5. La sentenza non è definitiva. Sul resto, già dissi l’altra volta. Ma continuo a pensare che ci si può permettere di dire che non si vaccina solo perché nel mondo occidentale c’è un ampio zoccolo di persone che per fortuna vaccina. Se avessi dei figli sarei tra quelle, orgogliosamente. Ché sono grata ai progressi scientifici della medicina occidentale e alle scienze dure.

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    • l’immunità di gregge esiste, è indubbio, anche se in teoria l’obiettivo da raggiungere non dovrebbe essere l’immunizzazione collettiva ma la rimozione della causa, ovvero il controllo del tasso di infettività del virus. faccio una riflessione più ampia: i progressi scientifici non si fermano. sono abbastanza convinto che le vaccinazioni di massa, nel mondo occidentale, abbiano avuto senso nel secolo scorso. ora il tempo è cambiato, sono cambiate le condizioni igieniche, è progredita la scienza; soprattutto, ogni vaccino fa storia a sé. ci troviamo in una situazione nella quale la legislazione non viaggia alla stessa velocità della scienza. la legislazione dice che il vaccino antipolio è obbligatorio, la scienza direbbe che oggi, 2014, non può consiederarsi necessario in senso assoluto (oltre al fatto che si continua a vaccinare per ceppi considerati eradicati dall’oms). questo per me è un problema.
      sulla sentenza: non ho ancora capito se sia definitiva o meno. ho trovato informazioni discordanti sul fatto che il ministero non abbia presentato domanda di appello entro i giorni previsti dalle legge, il che la renderebbe definitiva.

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  6. I due pargoli hanno fatto tutte le Vaccinazioni obbligatorie e anche qualcuna consigliata come quelle di alcuni ceppi di meningite, ho tralasciato, anche su consiglio dei pediatri (medici molti attenti ) quella che secondo loro “non necessaria” come la varicella. L’asl di turno mi ha sempre inviato documentazione e al momento di fare le iniezioni il medico mi chiedeva se avevo letto l’informativa. Sono una persona comune ed ho sempre valutato i rischi eventuali di una NON vaccinazione, però sto già pensando a cosa fare per quello sul papilloma. Come giustamente scrivi tu c’è chi muore anche per una fragola o un sorso di latte e forse é su questo che si dovrebbero avere sicurezze.

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    • posso ben capire che la vaccinazione anti-hpv non sia facile decisione. il mondo scientifico è abbastanza spaccato sul reale rapporto rischio/beneficio del vaccino.
      ciò che mi sento di dire, da persona che vive nella ricerca, è che la mia esperienza personale è stata di informazione estremamente superficiale e incompleta. il messaggio del ministero su rischi benefici non contempla, purtroppo (e anche ovviamente, d’altronde…) i rischi con lo stesso peso con cui propone i benefici.

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  7. Premessa. La bimba è vaccinata. Tornassi indietro la rivaccinerei per tutto, tranne la MPR. Mai presa in considerazione la varicella (su consiglio medico). La MPR mi è stata estorta con una pressione che giudico, oggi, fuori luogo. Non era indispensabile, a mio vedere. E il rapporto rischi/benefici non era così limpidamente a favore dei benefici. Sempre relativamente ai rischi benefici, trovo sbagliato non vaccinare per polio/tetano/difterite/meningocco/haemophilus. Per il rischio corretlato alle malattie, ma anche (soprattutto?) per ciò che evidenzia la ‘povna. Certe malattie sono scomparse in ragione delle vaccinazioni di massa, e questo è, anche, un dovere civico. Detto questo, se il vaccino è concausa, da un punto di vista logico (non giuridico, giuridicamente, non so e m’astengo) trovo giusto e corretto che lo stato paghi, essendo il somministratore. Che poi si rivalga sul produttore è altra cosa. Faccio un esempio. L’amianto, visto che lo citi, può procurare il mesotelioma pleurico. In soggetti predisposti. Se no saremmo tutti morti, o dovremmo morire tutti di quello. Mentre pure qui si muore d’altro. e qualcuno pre centenario di morte naturale. e di questi centenari, qualcuno in quella fabbrica ci ha pure lavorato. Ma non vuol dire. Ciascuno di noi geneticamente è unico. Il che non vuole dire che i vaccini siano il male assoluto. MA a qualcuno fanno male. E lo stato deve assumersene la responsabilità

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    • come scritto ad agrimonia: il rapporto rischi/benefici è “ovviamente” sbilanciato a favore dei benefici, da parte del proponente. questo non è intellettualmente onesto, a prescindere dalla causa che porta a ciò.
      sul resto, assolutamente d’accordo: salva l’individualità, lo stato si deve far carico.

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  8. posto che condivido in pieno quanto scritto dalla ‘povna, e condanno altresì gli eccessi da ipermedicalizzazione (come dice iome: i vaccini contro polio/tetano ecc… hanno un senso – molto senso -, forse da vlutare caso per caso gli altri), mi chiedo una cosa, dettata da semplice buonsenso:
    i vaccini vengono somministrati in un’età “critica”, quella in cui il bambino comincia a reagire “volontariamente” agli stimoli esterni, conquista la posizione seduta, inizia la lallazione, ecc… è ovvio che tutti, medici e genitori, siano attentissimi a cogliere qualunque segno di anormalità (in particolare dopo un evento come la vaccinazione, sui cui tutti ormai hanno la pulce nell’orecchio). un’amica che lavora coi bambini gravemente disabili mi conferma che quella è l’età classica in cui vengono diagnosticate tutti quei problemi che non era stato possibile diagnosticare nel feto o nei primi mesi, proprio perché intorno ai sei mesi questi bambini non riescono a stare seduti, non rispondono agli stimoli, ecc… mi chiedo, se i vaccini venissero somministrati ad un’età diversa, poniamo ad un mese, quando tutti i bambini (tranne quelli con gravissime malformazioni già evidenti) mangiano-piangono-dormono-cagano e basta, siamo sicuri che si sarebbe pensato alla correlazione vaccino-autismo?

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    • la criticità dell’età critica di somministrazione è in realtà uno degli argomenti più problematici legato al piano vaccinale. la mia prima domanda è “perché?”. perché vaccinare contro l’epatite B un bimbo a 6 mesi? quale vantaggio sociale? quale vantaggio a livello immunitario? quale vita sociale potrà mai avere per rischiare tale infezione?
      perché non dare la possibilità di scegliere? perché “o quattro assieme o niente”? ogni storia epidemiologica è storia a sé: ciò che valeva per la polio vent’anni fa non vale più ora, idem per tutte le altre.
      non so se l’età critica possa essere considerata, in assoluto, come segno confondente. tra gli effetti collaterali ci sono manifestazioni oggettive con comparsa talmente improvvisa che è davvero molto improbabile associarle a evoluzioni patologiche di fattori congeniti.

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      • ma davvero vaccinano i piccolissimi di sei mesi per l’epatite B???
        vuoi ridere? mia madre ha lavorato 20 anni in centro trasfusionale in ospedale e quando fu pronto il primo vaccino contro l’epatite B, mi fece vaccinare (ha sempre sostenuto che è molto più facile prendersi l’epatite B che l’HIV, anche nel pieno della psicosi di fine anni ’80). poteva essere il 1990, e io ero in III media o I superiore. all’epoca vaccinavano solo chi aveva stili di vita a rischio, e ci fecero un sacco di storie sul perché e sul percome della vaccinazione, come se io fossi una baby-squillo o roba del genere…

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        • peggio, la convocazione dall’asl arriva al terzo mese. in teoria, se non ti presenti entro il sesto, parte la segnalazione.
          l’anti-hbv fa parte dell’esavalente incriminata della glaxo. anch’io la feci in quegli anni, la giustificazione era l’esser parte di categoria a rischio professionale, e ci poteva anche stare (nonostante non avessi in programma di frequentare laboratori ad alto rischio biologico, non potevo escluderlo).
          post scriptum: meglio non sapere quel che passa in certi centri trasfusionali, oggi… 😦 altro che vaccinazioni…

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  9. Posso baciare attraverso questo blog prima ‘povna e poi noisette per quel che hanno detto ?
    Grazie! (per un bacio virtuale non serve consenso: non trasmetto malattie…)

    Anonimo SQ

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    • certo, ci mancherebbe!
      mi rendo conto che la mia posizione è abbastanza difficile da spiegare in un semplice post. come dicevo in altro commento: sono abbastanza combattuto, sull’argomento, in quanto persona che nella ricerca crede e in essa lavora; al tempo stesso, vuoi perché l’infelice esperienza personale mi ha consentito di approfondire – e molto – l’argomento, mi rendo conto che, sempre più, sui vaccini si parla senza cognizione di causa. mi riferisco a tutti i politici che con sdegno hanno commentato la sentenza come se studiassero da sempre epidemiologia o fossero specializzati in malattie infettive (ma per favore…), mi riferisco agli scienziati e medici che si sentono attaccati su una delle roccaforti del secolo scorso, mi riferisco alla gente comune che vaccina i figli a tre mesi perché “è giusto così, punto”. eppure, mi chiedo: cosa hanno i vaccini per essere così inattaccabili? perché non si possono considerare alla stregua di tutti i farmaci? perché questi buchi concettuali grandi come una montagna che non vengono risolti? anonimosq, sinceramente, non ho risposte, ma le cose che non mi tornano sono più di quelle che mi tornano (e potrei supportare le mie considerazioni con chilometri di dati e contraddizioni). non mi basta più, oggi, 2014, l’immunità di gregge. pretendo che, come si è ammesso che il vaccino per l’h5n1 era una bufala da paura, con miliardi di perdite per il nostro ssn, si rivedano, una per una, le conoscenze scientifiche e si adatti la legislazione su tutti gli altri. e non sto parlando di autismo, questa è solo la punta dell’iceberg e, ti garantisco, nemmeno io credo che “i vaccini” (tutti, poi? quali?) ne siano causa (già lo dissi nello scorso post); intendo tutto il resto, intendo spiegare perché in lombardia sono “obbligatori” e ti tirano giù la pelle per firmare un dissenso informato e in veneto non lo sono più; perché si vaccina per ceppi eradicati; perché non esistono in italia somministrazioni di singoli vaccini che non siano off-label e all’estero sì; perché se la legge ne prevede quattro obbligatorie ci ostiniamo ad appoggiarci ad una formulazione obsoleta come quella della glaxo a sei composti; eccetera, eccetera, eccetera.
      perdonami lo sproloquio, tu eri qui solo per un bacio e ti sei sentito una paternale… 😛

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  10. Bellissimo post. Scusami se approfitto dello spazio per raccontarti una questione personale che mi angustia non poco. Qua in Svezia sono al momento molto pressata per vaccinarmi, essendo al terzo trimestre di gravidanza e risultando nelle categorie più a rischio. Mi lascia perplessa che mi si dica di vaccinarmi a occhi chiusi perché “non ci sono controindicazioni di sorta”, quando praticamente TUTTO in gravidanza ha controindicazioni. Su tanti farmaci comuni, anche i più innocui, trovi scritto “non ci sono test sufficienti a dire se l’uso in gravidanza è un problema o no”. Peraltro, nel primo trimestre sarebbe invece proibito vaccinarsi, e tutte le altre vaccinazioni sono da evitarsi fino a minimo tre mesi dall’avvio di una gravidanza. Ora, parlami di costi e benefici, ma non dirmi che non ci sono rischi di sorta perché il dubbio mi viene. Anche perché la mia formazione è scientifica e gradirei numeri, più che chiacchiere. E intanto che cerco numi temporeggio e mi sento dare dell’incosciente, più o meno da tutte le fazioni.

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    • perdona il ritardo nella risposta, mi sono preso un attimo di tempo per ricontrollare un po’ di letteratura sull’argomento, dato che la questione vaccini in gravidanza è molto delicata. dunque, il dato di fatto è che i report pubblicati tendono effettivamente ad assimilare i rischi dell’esposizione al vaccino con quelli della non esposizione. se hai modo di fare un giro su pubmed, giusto per farti un’idea, puoi partire da qui: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=influenza+vaccine+pregnancy+safety (certamente bisogna valutare rivista e rivista, “vaccine” ovviamente non è il new england j med). il limite che posso riscontrare in molti lavori è il numero circoscritto di variabili considerate nel nascituro, prevalentemente il rischio abortivo ma poco altro.
      detto questo, c’è una variabile che non è contemplabile da nessuno studio, come scrivevo ieri ad un’altra blogger: la scelta che ti/vi rende più sereni. scegliere di non fare una vaccinazione, che so, antitetanica e vivere con l’angoscia a ogni pie’ sospinto per un microtaglietto mentre tuo figlio/a gioca nel prato, forse non è cosa sensata. d’altra parte, scegliere di vaccinare con l’angoscia che le conseguenze potrebbero essere più gravi dei benefici, forse, è scelta ancora meno sensata, perché qualunque cosa dovesse accadere subentrerebbe un rimorso veramente faticoso da sostenere. noi, non ascoltandoci nella scelta che ci rendeva più sereni, per vari motivi scegliemmo di vaccinare facendo un danno, e rischiando l’irreparabile, con il nostro bimbo più grande – siamo stati davvero davvero fortunati, grazie alla riabilitazione, ma abbiamo scelto di non continuare a sfidare la sorte.
      non so se e quanto sia riuscito a risponderti…

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      • Grazie mille per le informazioni, ho scorso gli abstract e gli articoli cui avevo accesso. Mi trova molto d’accordo poi il consiglio di contemplare la propria serenità nel novero delle variabili.. Grazie ancora!

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  11. Che poi, comunque, quando l’antipolio ti rende cerebrolesa a un anno e la tua vita (e quella della tua famiglia) va in vacca, allora riparliamone, dei vaccini. Almeno un po’. Berenice (per esperienza diretta)

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    • mi dispiace. ciò che mi fa più specie, di tutto questo, è che persone che hanno vissuto esperienze come la tua siano aprioristicamente considerate dei visionari, all’insegna del mantra: “non puoi dimostrare che”. faccio fatica a comprendere come non si possa ammettere che un trattamento farmacologico possa avere, anche in percentuale minima, delle controindicazioni, anche gravi, e ancora più faccio fatica a capire come non si possano investire fondi per studiarle davvero, ma davvero, a fondo.

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  12. Da profana, premetto, della ricerca scientifica, ma da appartenente alla vasta schiera dell’umana razza, mi sento di dire che, da che mondo è mondo, è sull’osservazione di causa-effetto che si fonda l’approfondimento e il ragionamento. Se una madre/padre vede che dopo il vaccino il cucciolo non è più come prima, ebbene, questo è un dato assodato. Per me. E’ da questo semplice dato di fatto che la ricerca scientifica dovrebbe partire: ops, quando facciamo i vaccini a volte succede qualcosa che non va, andiamo a verificare. Invece, a quanto pare, si fa prima ad accusare le madri/padri di essere visionari, mitomani, complottisti, ignoranti, fa più chic ritirarsi offesi nel ruolo della categoria detentrice del sapere e, sdegnati, abbandonare al loro destino gli sfortunati che si ritrovino un dramma così grande in famiglia. Bene ha fatto il giudice della sentenza a richiamare alle loro responsabilità chi di dovere. E’ giusto dire che lo stato, fosse intelligente, chiederebbe conto alla ditta produttrice GSK. La nostra umanità è ciò che dovrebbe guidarci e salvarci, troppo spesso la svalutiamo e dimentichiamo, facendo grande danno a noi stessi e agli altri.

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    • guarda, ho appena risposto a berenice prima di leggere la tua risposta e mi sono reso conto che hai scritto esattamente la stessa considerazione!… è molto interessante, mi hai dato un buon suggerimento, approfondire come si sia evoluta la logica del causa-effetto nella scienza, l’evoluzione della logica da induttiva a deduttiva (troppo spesso dimenticando le intuizioni di popper: dai singoli fatti non si possono mai ottenere conferme della teoria ipotizzata, ma solo smentite)

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ammennicoli di commento

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