fuori concorso

Qualche giorno fa si rifletteva, durante una serata conviviale con amici (la riflessione è una di quelle che torna, periodicamente, in conversazioni spicciole tipiche della psicologia altrettanto spicciola da dopocena), sul fatto che siamo culturalmente abituati al cercare di conoscere le persone attraverso domande circostanziate sull’impiego («che lavoro fai nella vita?» la domanda per antonomasia) o sulle opinioni relative ai più svariati argomenti di vita, mentre raramente si curino gli aspetti genealogici – che contrariamente hanno, forse, un peso fondamentale nel determinare alcuni aspetti del carattere. Domande imprescindibili dovrebbero quindi piuttosto essere: «hai fratelli o sorelle?» e, nel caso, «quale posizione occupi?», oppure: «i tuoi genitori ti hanno mai chiesto sei vuoi più bene alla mamma o al babbo?».
Può sembrare che tali interrogativi, tra il serio e il faceto, spostino l’ago della bilancia verso il secondo di questi; lo fanno, probabilmente, molto di meno di quanto si possa credere.
Questo semplicemente per dire che quando gaberricci ha indicato storie come “non-tema” per questa settimana di Cita il libro, uno dei primi pensieri – non il primo, ma comunque uno dei primi – è andato, più che ad un testo, ad un autore particolarmente avvezzo alla dimensione narrativa ed immaginaria (ancorché per innumerevoli versi realistica) delle storie familiari, autore di cui ho molto amato l’ormai arcinota saga della famiglia Malaussène. Famiglia come origine, famiglia come risorsa e come culla affettiva ma anche, senza voler per forza riferirsi all’incipit di Anna Karenina, come madre di grandi conflitti.
Scegliere una citazione tra le tante che l’epopea dei Malaussène contiene è arduo e la tentazione sarebbe di optare per una ricca di provocazione; il recondito ateismo di Pennac me ne suggerirebbe almeno due molto eleganti dal punto di vista aforistico, non necessariamente legate direttamente al concetto di famiglia – ma certamente a quello di storia: «Se Dio esiste, spero che abbia una scusa valida» (da La fata carabina) o «Giovani delle generazioni future, ascoltatemi: non sappiate niente, ma abbiate una risposta a tutto. Dio è nato da questa preferenza! Dio e la Statistica! Dio e la Statistica sono risposte che godono di ottima salute.» (da Signor Malaussène). Preferisco però, pur rimanendo in una dimensione sufficientemente icastica, attingere ad un testo che della saga familiare non fa parte, Signori bambini, per la precisione all’incipit.

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Ché, in fondo, è per me concetto abbastanza ontologico della narrazione. In virtù del regolamento, la partecipazione in calce al post di gaberricci di questa settimana non può che essere fuori concorso; e va bene così, date le domeniche particolarmente ricche e lontane dalla rete (il che è tutt’altro che spiacevole).

La partecipazione fuori concorso ha in realtà una ragione ben precisa, ovvero l’anticipare che nel frattempo, dietro le quinte delle citazioni, mi sono dedicato all’organizzazione di un (piccolo, eh) evento, in programma per il prossimo 17 aprile e di cui fornirò in altro contesto i dettagli; evento che si colloca ovviamente all’interno della campagna #ioleggoperché, motore dei tanti post-it analoghi al qui presente, e durante il quale si svolgeranno presentazioni in compagnia degli autori di almeno due libri (tra cui questo), si potranno scambiare libri, nonché verranno distribuiti come invito alla lettura quelli da me ricevuti in qualità di messaggero dai promotori della campagna.
Al di là di ogni ragionevole critica, la speranza è che possa essere, innanzitutto, una piacevole serata di incontro e, perché no, di immaginazione.

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27 thoughts on “fuori concorso

  1. eh, già.
    OT: ehm…posso confessarti che questo template in cui bisogna cliccare su tutto per poter leggere mi infastidisce un po’?

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  2. E intanto le citazioni su Dio ce le hai date e io apprezzo da amante della saga e dell’ateismo. Aspetto i particolari dell’evento che, suppongo, sarà lontano da casa mia

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  3. Pingback: #ioleggoperché (Ventinove marzo) | Suprasaturalanx

  4. E’ una citazione che va al centro della questione – anzi del tema, come a me piace chiamarlo. E sì, se postata in tempo utile avrebbe assaissimo meritato di vincere perché riassume tutto quel che è stato detto domenica scorsa ^__^

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  5. Pingback: tra improbabili proposte e sensi di colpa | ammennicolidipensiero

  6. Pingback: ammennicolidipensiero

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