#mappiamolitutti

Con ancora negli occhi il “#” di #ioleggoperché che ha accompagnato gli ultimi due mesi e per cui, ancora una volta, ringrazio chi ne ha pazientemente tessuto la trama nella blogosfera nonché i compagni di serata tra i ghiacci dell’Antartide, un altro cancelletto che richiede grande diffusione si affaccia prepotente alla mia attenzione in questo lunedì di fine aprile: #mappiamolitutti.

Non lo presento io, lo lascio presentare ad una giovane giornalista (sì, della generazione di quelli che secondo Aldo Grasso non sono abituati al lavoro), Ester Castano, di cui ebbi già modo di parlare qui.

Chiedo a tutti i miei contatti di leggere questo messaggio.

Come ben sapete WikiMafia ha lanciato la campagna crowfunding per lo sviluppo di MafiaMaps, la prima enciclopedia geografica sul fenomeno mafioso consultabile tramite app dal proprio smartphone. Un progetto ambizioso, rivoluzionario, che permetterà a qualsiasi cittadino, amministratore locale, imprenditore, forza dell’ordine, studente, ricercatore, insomma chiunque di avere sempre a portata di mano il più grande database sulla criminalità organizzata. Perchè nulla di simile, ad oggi, esiste. Il motto è #mappiamolitutti.

Abbiamo avuto stima e approvazione da Federico Varese, esperto dei fenomeni mafiosi fra i più apprezzati a livello internazionale, ora insegna ad Oxford, da Nando dalla Chiesa, professore di Sociologia della Criminalità Organizzata, e dal magistrato Antonino Di Matteo, che proprio l’altro ieri ci ha inviato un messaggio di stima e sostegno quasi scusandosi – con un’umanità che da i brividi – di non poter venire a Milano a darci manforte entro i termini della campagna per motivi che tutti noi sappiamo e apprendiamo con dolore.

La campagna sta andando benino, non benissimo come ci immaginavamo: perchè? Grandi nomi del giornalismo, dell’impegno civile e sociale ci avevano garantito supporto e visibilità: anche in base al loro appoggio a parole abbiamo pensato di puntare così in alto. Ci siamo fidati, come un giovane fa con un adulto che ammira. Il progetto piaceva ai volti noti che hanno plaudito alla genuina passione di un gruppetto di ragazzetti che non solo sognano di cambiare il sistema, ma che anche hanno steso un piano vincente per invertire la rotta e navigare in acque migliori. E che quel piano fosse vincente lo hanno riconosciuto tutti quelli a cui gliene si è parlato. Quando un mese fa è stata lanciata la campagna di raccolta fondi che terminerà il 23 maggio, però, la maggior parte di loro sono scomparsi: c’è chi fa il testimonial di una rete di telefonia mobile, un amico eh, che ci ha detto chiaramente che non gliene frega nulla perché sta già facendo la guida turistica delle lapidi su smartphone a Palermo. No beh, utile. Non si poteva collaborare? Tu con le tue lapidi dei morti ammazzati, noi con la mappatura delle cosche operanti ed egemoni oggi regione per regione. No, la risposta è no. Che poi in situazioni come queste mi chiedo cosa sceglierebbe il Peppino dei Cento passi o Borsellino dopo aver visto saltare in aria il suo collega fraterno: cosa vorrebbe lui, una cartina con evidenziata la lapide di Falcone oppure una descrizione interattiva di nomi, cognomi e affari di chi anche vent’anni dopo in quella stessa Palermo e nel resto dello Stivale compie le medesime attività illegali? Cioè, si può donare anche cinque euro eh, a noi precari e ricercatori senza stipendio cinque euro in più o in meno alla settimana fanno la differenza. A loro non credo. C’è poi il conduttore di un noto talk show politico che ha liquidato così un membro della redazione che aveva proposto di dare visibilità alla campagna di crowdfunding di MafiaMaps in una puntata dedicata alle mafie: “Non sono nessuno, non li conosce nessuno”.

E allora a nome personale ringrazio tutte quelle persone fuori dal mainstream dalle bocche larghe e tasche spilocie che hanno donato, che stanno sostenendo lo sviluppo di MafiaMaps e coloro che continueranno a farlo da qui al 23 maggio. E un appello: donate. Basta davvero poco, quel poco per poter dire, un domani, “io c’ero, anche io ho contributo a questa rivoluzione”. Grazie.

C’è tempo fino al 23 maggio. Il messaggio è molto semplice: sostenere uno strumento per diffondere conoscenza, per coltivare memoria di quello che è stato ed è il fenomeno mafioso in Italia e di chi lo ha combattuto (molto spesso pagando con la vita) e, proprio per evitare che si ripetano scenari già visti, per dare visibilità a chi oggi li combatte tutti i giorni sul territorio: rendere visibile l’illegalità. Nella sua celebre “Lettera dalla prigione di Birmingham“, Martin Luther King scriveva: «We will have to repent in this generation not merely for the hateful words and actions of the bad people but for the appalling silence of the good people». Il senso di questa campagna si potrebbe riassumere proprio nel desiderio di contrastare quel silenzio, di non doversene pentire in futuro – nella consapevolezza che il silenzio, la consapevole o inconsapevole omertà della massa, sia quanto di più comodo possa esistere per chi compie illegalità.
Questa è, ne più né meno, resistenza.
C’è tempo fino al 23 maggio per sostenere, e aiutare a diffondere e divulgare il più possibile, il crowdfunding (qui) del progetto di #mappiamolitutti (e, ça va sans dire, non c’è limite di data per sostenere e supportare il più possibile uomini e donne come Ester Castano o Giulio Cavalli nel loro impegno quotidiano di denuncia dell’illegalità).
Io ci sono. E tu?

striscione.mafia.png

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11 thoughts on “#mappiamolitutti

  1. L’ha ribloggato su i discutibilie ha commentato:

    come scrivo nel post, il senso di questa campagna si potrebbe riassumere proprio nella consapevolezza che il silenzio, la consapevole o inconsapevole omertà della massa, sia quanto torna di più comodo a chi compie illegalità.
    non siamone complici.

    Mi piace

  2. Pingback: this is major tom to ground control I’m stepping through the door | ammennicolidipensiero

  3. Pingback: accadde oggi: 10 febbraio 1986 | i discutibili

ammennicoli di commento

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