this is major tom to ground control I’m stepping through the door

Ogni pendolare ha le sue abitudini, più o meno consolidate e più o meno variabili a seconda dell’occasione, del periodo, delle circostanze. Quest’anno, complici dieci minuti di attesa tra il ritorno in stazione successivo all’accompagnamento a scuola del primogenito e l’arrivo del treno, ho inserito un appuntamento con un caffè (non per sfizio, ma in quanto fisiologicamente necessario). La medesima scena, che vado a descrivere, si ripete, identica, tutti i giorni.
Barista (che ormai sa): «Caffè?»
Io: «Sì, grazie! E un bicchier d’acqua.» [sì, sono uno di quelli che al bar beve acqua prima del caffè, n.d.adp]
B (giustamente, un giorno o l’altro potrei cambiare idea): «Macchiato?»
Io: «No, grazie, normale.»
B: «Acqua gasata, vero?»
Io: «No, naturale!»
Le ultime due frasi, nello specifico, si ripetono con meticolosa precisione ogni giorno, incluso quel «vero?» che mi strappa sempre quel piacevole sorriso mattutino.
Questa mattina, sorprendentemente, il barista ha aggiunto:
«Scusa, eh, un giorno o l’altro imparerò…»
Quasi avrei voluto dirgli di no, di lasciar perdere, di non abdicare a quello scambio rituale di sorrisi mattutini. Non l’ho fatto, con la quasi certezza che nel non detto rimanesse anche la falsa promessa d’apprendimento; poi, d’altronde, l’anno scolastico andrà a concludersi fra pochi giorni e nuovi percorsi si prospettano all’orizzonte.

Questa premessa aneddotica è semplicemente un pretesto per dire che, in questo periodo, il qui scrivente poco scrive e, ahimé, altrettanto poco legge: come commento ieri altrove, mi sembra quasi una nemesi post-ubriacatura da #ioleggoperché, ma in questo periodo anche i viaggi in treno solitamente dedicati alla lettura diventano una necessaria risorsa di recupero energie (così come in guerra ogni buco è trincea, il viaggio pendolare offre la possibilità di preziosi micro-sonni in tempi di carenza).
Nonostante ciò, desideravo inviare due promemoria. Il primo, a conclusione della campagna #mappiamolitutti: sabato 23 maggio 2015, in occasione del ventitreesimo anniversario della strage di Capaci, si è chiusa la campagna di crowdfunding per MafiaMaps, iniziata sabato 21 marzo 2015 (giornata della memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie). Grazie a 481 sostenitori è stata raccolta la cifra di circa 17.500€ (il 17,5% dell’obiettivo prefissato per mappare tutta Italia), con i quali sarà possibile sviluppare l’app per il mappaggio della Lombardia (regione nella quale, notoriamente, “la mafia non esiste”).
Il secondo promemoria è relativo all’annuale e rituale appuntamento per le strade della medesima regione, nell’intorno del parco del Ticino, con la Bicipace (di cui già raccontai in passato, qui e qui): quella di domenica 31 maggio sarà la trentatreesima edizione e, come sempre, sarà un immancabile crocevia per ciclofolli, ciclobelli, cicloresistenti.

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32 thoughts on “this is major tom to ground control I’m stepping through the door

  1. Nooo bicipace poteva essere assolutamente l’appuntamento giusto anche per noi… che però saremo a strafogarci senza pietà per festeggiare l’87 compleanno del nonno. non so bene se essere felice o meno :/

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      • Diciamo che i festeggiamenti con la famiglia acquisita per me sono abbastanza impegnativi…
        Il carrello si è presentato come necessità alla prima nanna “accasciata” sul seggiolino davanti. Tornare a casa pedalando per 40 minuti non è mai stato tanto penoso… Lì invece fa la nanna e sta come un pascià.

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  2. Per Bicipace, troppo lontana, ahimé. Invece riconosco la scenetta del caffè alla stazione, che mi apparteneva fino a un paio di mesi fa, quando il mio primo (e unico) caffè quotidiano era al bar davanti alla stazione prima di prendere il treno. Poi ho fatto due conti e ho deciso che potevo tranquillamente bere il caffè a casa. Anche io in questo periodo leggo poco, ma lo avevo messo in conto. Credo che questo mese arriverò a stento a cinque libri. Ma mi rifarò dopo l’esame, spero.
    (Una curiosità: quanto dura il tuo viaggio?).

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        • comunque, quando entro in un bar e non bevo un caffè non dico buono ma almeno decente mi rendo conto di avere un moto di nazionalismo che mi porterebbe a uscire gridando: “ma come? vergognatevi!! il caffé! in italia! come si può non saperlo fare decentemente?!? voglio indietro i miei soldi!!!” 😀

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  3. Sì, sì, in Lombardia la mafia non esiste… in compenso abbiamo la ‘Ndrangheta 😉
    E anch’io sono cresciuta in una bella e tranquilla cittadina che pochi anni fa è stata commissariata per infiltrazioni mafiose…
    Quando leggo i post e le avventure dei blogger pendolari mi viene sempre voglia di darmi al pendolarismo anch’io. Poi mi ricordo che la mia macchina ha il riscaldamento, è parcheggiata sotto casa e mi porta a pochi metri dall’ingresso a scuola.
    Buona giornata 🙂

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