facciamo finta che io sia un medico

Questa mattina, parlando con un’amica che lavora lì, ho scoperto che nell’androne interno al palazzo di piazza Fontana dove il 12 dicembre 1969 si compì la prima e tuttora impunita strage del dopoguerra ad opera di un gruppo di estrema destra, è conservato a memoria il vetro incrinato dallo scoppio della bomba. L’incipit della riflessione di Gaber mi ha ricordato questo, non solo per il richiamo ‘scenografico’: forse, la distanza con quella memoria nascosta non è poi così grande. Buona lettura.

Suprasaturalanx

Avevo iniziato a scrivere una storia che iniziava con queste parole. Poi, mi sono reso conto che, ed è ormai qualche anno, io medico lo sono per davvero.

Ma non fa niente, ve la racconto lo stesso.

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