non è detto

Una pandemia, causata da un microorganismo veicolato all’uomo da un animale infetto e capace di volare, nel momento del suo picco, colpisce circa 400 milioni di persone in un anno e miete un milione e mezzo di vittime. Causa febbre, gravi complicanze respiratorie, coinvolgimenti secondari di altri organi (incluso il sistema nervoso centrale). Il decorso clinico, se non infausto, è comunque lungo e chiede spesso il ricorso a terapie intensive. Grazie alla ricerca d’avanguardia, viene prodotto un vaccino la cui efficacia di protezione, sulla base degli studi clinici, si attesta nell’intorno dell’80%. La somministrazione del vaccino a tutta la popolazione comporta uno sforzo di produzione ed un investimento di energie da parte del Sistema Sanitario Nazionale, che copre costi e oneri di somministrazione per le milioni di dosi necessarie a immunizzare (idealmente) l’intera popolazione, nell’ottica di raggiungere la copertura del territorio nazionale entro un anno dalla commercializzazione del vaccino stesso.

Questo è il medesimo possibile incipit di due storie. La prima, se sei un cittadino statunitense o di un paese dell’Europa Occidentale che rientra nella categoria ‘caucasico’, avrà, presto o tardi e con una certa probabilità (anche grazie all’evoluzione naturale), un lieto fine: è la storia della pandemia causata da un virus che da un anno e mezzo sta popolando quotidianamente conversazioni, mass-media e menti, e che è stato rubricato alla storia sotto il nome di SARS-CoV-2.

La seconda storia ha il medesimo incipit, ma il microorganismo non è un virus bensì un plasmodio; a volare non è un pipistrello ma una zanzara e il mondo conosce la malattia con il nome comune di malaria, malattia che negli anni novanta del secolo scorso provocava più di un milione e mezzo di morti all’anno e che nel 2020 ne ha provocati circa 400.000. Il vaccino, da un ricerca pubblicata questa settimana come preprint sul gruppo editoriale di The Lancet, dimostra la migliore efficacia di copertura mai raggiunta per un vaccino contro la malaria, con un livello di evidenza scientifica non dissimile da quello ottenuto sui vaccini anti-SARS-CoV-2.
Ecco, se sei un cittadino dell’Africa Sub-sahariana, magari anche al di sotto dei 15 anni, non è detto che la storia avrà il medesimo lieto fine.

(d’altronde, è un po’ come quando si prende la barca per andare in mare. Anche se le onde sono le stesse, se si salpa dal Lido di Venzia o dalle coste libiche non è detto che finisca nello stesso modo)

4 thoughts on “non è detto

  1. Il lieto fine, pure da queste parti, è affatto scontato.

    Il potere ha scoperto che può vessare in qualunque modo il cittadino e regolamentare dove va a prendere una boccata d’aria fresca, al contempo senza restringere di un millimetro la libertà di Confindustria di stipare carne umana in mezzi fatiscenti e fabbriche e uffici insalubri.

    Il potere ha scoperto che si può menare il suddi… lavoratore in fabbrica per ammalarsi alle 8, e poi rinchiuderlo in casa alle 20 col manganello, chè c’è il coprifuoco, e guai a uscire dal comune a fare una passeggiata.

    Intanto, il padrone incassa.

    Il potere ha scoperto che si può trasformare una crisi sanitaria in un problema di ordine pubblico o, peggio, di decoro.
    Può imbastire un teatrino di provvedimenti del tutto apotropaici che servono a distrarre dalla totale assenza di gestione della crisi sanitaria che vengono interiorizzati dal cittadino nella propria idea di “decoro” ed “educazione” (tipo l’inutile mascherina da indossare per cinque secondi quando si passa tra le porte di un bar, non importa quanto piccolo o poco ventilato, o le sciure che pedalano mascherate).

    Prepariamoci a inverni lunghi e noiosi, perchè se tagliano e privatizzano giusto _ancora un po’_ di sanità gli ospedali scoppieranno anche col raffreddore comune.
    Ma ora c’è la soluzione: il manganello per disperdere i temibili Giovani Assembrati.
    Così la produzione, e dunque il profitto, potrà continuare anche con la sanità ridotta all’osso.

    Stamani Roberto Speranza (quello di LeU, la “sinistra marxista radicale”, eh), si lascia sfuggire che “se a Settembre la scuola sarà in presenza dipenderà dalle varianti”.

    E io che ingenuamente mi sarei aspettato dipendesse dalla volontà politica di adeguare l’edilizia con un po’ di impianti di ventilazione e col tracciamento.

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