programmi elettorali

Nella mia grande magnanimità, quando verrò eletto, farò immediatamente promulgare una legge che dia al mio popolo il diritto di non suicidarsi.

Postilla (o “dell’uso improprio delle parole“). Arundhaty Roy scriveva, qualche anno fa: «Quando ha annunciato gli attacchi aerei contro l’Iraq nel 2003, il presidente George Bush ha detto: “Noi siamo un paese pacifico”. L’ambasciatore preferito di Washington, Tony Blair (che riveste anche la carica di primo ministro del Regno Unito) gli ha fatto eco: “Noi siamo un paese pacifico”. E così ora lo sappiamo. I maiali sono cavalli. Le bambine sono maschietti. La guerra è pace». O se preferite, in forma più goliardica, riporto l’introduzione che Francesco Guccini fece alla canzone “Statale 17” in un concerto di anni or sono: «Sulla strada di Kerouac era molto bello letto in italiano con i nomi americani: Quella sera partimmo John, Dean ed io sulla vecchia Pontiac del ’55 del padre di Dean e facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson“. Porco cane! E poi lo traduci in italiano e in italiano dici “Quella sera partimmo sulla vecchia Fiat 1100 del babbo di Giuseppe e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant’Anna Pelago”. Non è la stessa cosa, gli americani ci fregano con la lingua.“».

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2 thoughts on “programmi elettorali

  1. Siamo sicuri che non vogliamo dargli quel diritto?

    (Tito Schipa Jr tradusse Route 61 revisited di Bob Dylan con Firenze Mare)

    ((Ma… questo è un regalo per l’occasione prossima ventura?:-) ))

    "Mi piace"

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