prima che la notte

Claudio e Michele dialogano, Claudio e Michele raccontano, Claudio e Michele denunciano.
Claudio è il figlio del direttore, Michele è Michele Gambino, premio Ilaria Alpi nel 2006 per il suo viaggio inchiesta in Afghanistan. Claudio e Michele sono siciliani, siciliani come il nome del giornale che raccontava la Sicilia che non si poteva raccontare.
Claudio e Michele che discutono e dissentono, che ricordano con diversa intensità la prima pagina del giorno in cui venne arrestato Ciancimino. Claudio e Michele che, dopo la morte del direttore, si comprano una pistola, perché se dovesse capitare anche a loro, forse, sarebbe ciò su cui riversare gli ultimi pensieri.
Claudio è sospeso tra il ruolo di figlio ed il mestiere di giornalista, giacché il direttore del Giornale del Sud è proprio suo padre. Michele ha un sogno, che mutua dal direttore, che non è sogno di giornalismo, ma è sogno di bambino: segnare un gol a Wembley all’Inghilterra, come Capello nel 1973, e pace se Wembley non esiste più.
Claudio e Michele che accompagnano in un viaggio di ricordi, che alternano rigore dialettico a narrazione scomposta. Claudio che racconta con la ragione, Michele che racconta con la pancia; Michele che ricordo ai tempi in cui iniziavo ad essere animale sociale e politico e divoravo le copie del settimanale Avvenimenti.
Claudio e Michele che, si ha la sensazione, non si lasciano minimamente attraversare dalla retorica narrativa, nonostante ne avrebbero ben donde. Claudio che sceglie la via della politica attiva; Michele che rimane nel giornalismo, Michele con cui empatizzo, Michele che affascina nella narrazione.
Claudio e Michele che ti tirano un pugno nello stomaco, quando raccontano che dopo la morte del direttore vanno a vivere a Roma e a Roma, nella casa in cui vivono, dopo una trasmissione televisiva in cui vengono intervistati per ciò che stanno facendo, ricevono una raccomandata con scritto che «per l’incolumità dei condòmini, specialmente dei bambini, sarebbe preferibile che andassimo cortesemente a lottare la mafia da un’altra parte. Seguono venti firme», ti tirano un pugno nello stomaco perché quei condòmini, in fondo, siamo tutti noi.

Già, Claudio e Michele narrano spaccati di vita, narrano un uomo, narrano la sua cocciutaggine, narrano con un filo che lega imprescindibilmente la narrazione a quella parola: mafia. Il direttore è Pippo Fava, assassinato il 5 gennaio 1984 su mandato di Nitto Santapaola. Prima che la notte è libro di una bellezza grande, ma di una bellezza delicata, tanto crudo quanto dolce nel ripercorrere il backstage, l’intorno degli ultimi periodi della vita di Fava; non la “famosa intervista ad Enzo Biagi“, ma quello che si dissero prima, quello che accadde dopo.

Prima che la notte è il racconto, splendido, di un uomo grande.

«Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.»

siciliani_fava

P.S. questo post è per il venerdì del libro. Poi, giacché il lunedì è già stato preso dai film e il mercoledì dai dischi, stavo pensando che il giovedì sarebbe un ottimo giorno per il fumetto, sempre naturalmente con cadenza varia ed eventuale. In attesa di eventuali rimandi in merito, il giovedì del fumetto di ieri sarebbe stato l’invito ad andare in edicola, oggi, ad acquistare Internazionale con le quaranta pagine della graphic novel di Zerocalcare; Zerocalcare che non parla, questa volta, della sua Rebibbia, ma racconta il suo viaggio a Kobane, in quell’angolo di mondo al confine tra Siria e Turchia, in quel sottile lembo di terra di donne e resistenza e di nuovi modelli economici e sociali (e no, non è come a Marinaleda: la pace, per ora, è purtroppo di là da venire). Magnifico.

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28 thoughts on “prima che la notte

    • grazie a te. parlare del libro, in realtà, è stato più che altro un veicolo per parlare di pippo fava, nei confronti del quale, credo, questo paese ha un gran debito di memoria. leggilo, ne val davvero la pena, soprattutto in virtù del tuo mestiere.

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  1. Questi sono post che si vorrebbero sempre leggere. Questi i giornalisti di cui abbiamo disperatamente bisogno. Giusto in questi giorni, a partire dagli accadimenti di Parigi con tutto ciò che ci è girato intorno e anche in merito ad altre notizie, l’idea di un giornalismo sempre più becero e moralmente meschino e abietto, mi gira nella testa in continuazione e mi fa ribollire il sangue e storcere le viscere. Vogliamo verità, abbiamo bisogno come il pane – e anche di più – di Verità! Grazie a te e grazie a chi quotidianamente sceglie di essere Uomo.

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  2. Per il giovedì del fumetto ci potrei anche stare (fermo restando che per me i fumetti sono già libri… ed infatti ho parlato anche di fumetti, nel Venerdì del libro), il problema è un altro: questa diavolo di graphic novel di Zerocalcare è introvabile! Internazionale arriva in edicola alle sette, ed alle sette e trenta è già esaurita! Per favore, ristampatecela a parte!

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    • guarda, in realtà l’ho buttata lì ma in questo periodo credo proprio che non avrei le forze e la testa di prendermi tale impegno, nonché per dare all’idea il seguito di una cadenza più che semestrale… però mi piace il paragone!

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  3. Anzitutto grazie per la segnalazione, che è una gran segnalazione. Per il fumetto, se fate qualcosa vi leggeremo con gioia. Ma pure per me son libri, tout court, soprattutto le graphic novel.

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  4. Pingback: Venerdi’ del libro: Harry Potter das Magische Lexikon |

  5. Pingback: prima che mattarella | ammennicolidipensiero

  6. Concordo con Iomestessa, avremmo bisogno di molto più tempo da dedicare alla lettura e all’incremento del nostro livello culturale.
    Metto in lista questo libro, mi hai scatenato la curiosità, grazie!

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    • leggevo sul libro di eco, che ho appena iniziato, una intreressante considerazione sul fatto che il piacere dell’erudizione sia riservato ai “perdenti”: se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte. mi ha fatto molto riflettere…
      grazie a te!

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  7. Pingback: Kobane Calling (I venerdì del libro) | Suprasaturalanx

ammennicoli di commento

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